A Natale non si dovrebbe lavorare (a meno che non si rientri nel grande insieme di coloro che ci salvano la vita ogni giorno). Sky Italia, però, ha deciso che MasterChef doveva partire proprio la sera del 25 dicembre, puntando probabilmente sui nostri corpi satolli, appena ridestati dalla pennichella postprandiale, con ancora un rivolo di bava che scende dall’angolo della bocca. Già posizionati sul divano, i nostri corpi sono pronti a premere il tasto del telecomando e a riflettere, ancora una volta, sul tema che ci è più caro di tutti: il cibo.
I 20 aspiranti MasterChef
Le selezioni di MasterChef sono finite, in 20 hanno messo il grembiule bianco, e si entra nel vivo della sfida che porterà in un paio di mesi al nuovo vincitore. Come da tradizione sono gruppo eterogeneo per età (dai 20 ai 57 anni), provenienza e percorsi di vita: molti studenti, ma anche professionisti, disoccupati, persino un controllista di motocompressori e turbocompressori, per dire.
Cosa succederà nella prima puntata

A saperlo era meglio che la mandassero in onda prima di Natale, perché la prima sfida con la Golden Mystery Box sarà dedicata agli antipasti. Non so voi, ma io quando si tratta di cenone e pranzo di Natale vado sul sicuro: primi e secondi sono sempre quelli. È sugli antipasti che mi inceppo, perché lì si può innovare un po’, “sempre nel solco della tradizione”, sia chiaro, che se no la nonna si risente. Chissà se lo spirito guida dei concorrenti sarà la sempre mostruosa sintesi di tradizione e innovazione, o se qualcuno tirerà fuori dal cilindro qualcosa che sarebbe valso davvero la pena di provare al cenone.
Gli autori di MasterChef, questi burloni, hanno probabilmente pensato che il rischio di deragliare sugli antipasti non fosse sufficiente per rendere la puntata memorabile: l’Invention Test sarà infatti dedicato alla polenta. Sento già la noia profondere dallo schermo televisivo: la polenta induce a sazietà, la sera di Natale era meglio attestarsi sul brodino caldo.
Gli ospiti

Gli ospiti di MasterChef sono sempre un capitolo a parte, un capitolo di un libro che potremmo intitolare: Storia e curiosità della Guida Michelin Italia, una di quelle strenne perfette da regalare alla zia a Natale. In questa puntata si parla delle prime stelle, in senso rigorosamente cronologico.
I giudici ospiti speciali della puntata sono lo chef Roberto Bottero di “Arnaldo – Clinica Gastronomica” a Rubiera, primo ristorante italiano a ottenere la stella Michelin nel 1959, e lo chef Antonio Dipino de “La Caravella” di Amalfi, che vanta la prima stella Michelin del Sud Italia. Il primo è uno di quegli chef da tortellino perfetto, ristorante di famiglia e rinomata sfilza di razdore ai fornelli, il suo è lo spirito del pranzo di Natale sopra la linea Gotica. Il secondo invece, con i primi piatti di pesce e il suo soufflé al limone di Amalfi incarna invece lo spirito della Vigilia di Natale al Sud Italia. Entrambi, come nel Christmas Carol, ci riporteranno alla gioia del natale in famiglia? Ai posteri l’ardua sentenza.
Ognuno ha il suo lato buono
Chissà se Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli hanno scritto la letterina a Babbo Natale. Se l’hanno fatto, forse per convincerlo a portare loro i doni desiderati gli hanno spiegato quanto MasterChef faccia bene all’ambiente e alla società.
Dal 2013 MasterChef Italia collabora con Last Minute Market per recuperare le eccedenze alimentari delle registrazioni e donarle alla Onlus Opera Cardinal Ferrari, che gestisce una mensa per persone in difficoltà a Milano. Il progetto è diventato anche un caso pilota per il protocollo “Waste Free”, volto alla riduzione degli sprechi e al recupero delle eccedenze, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU e del Green Deal europeo.
Negli anni, la produzione ha inoltre adottato un approccio plastic free ed eco-friendly in tutti i luoghi di lavoro, utilizzando materiali compostabili ed ecosostenibili. Grazie al perfezionamento dei processi di acquisto, smaltimento e recupero, MasterChef Italia è stata la prima realtà al mondo a ottenere la certificazione “Food Waste Management System” da Bureau Veritas, che ha certificato anche l’applicazione del protocollo “Green Audiovisual” per la riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni.
E buon Natale.