Masterchef Italia 15: i TOP e i FLOP della puntata che mi ha sconvolto (nonostante la noia)

Sono ancora troppo sconvolta per scrivere qualcosa di decente nel sottotitolo dei TOP e FLOP di questa puntata di Masterchef Italia 15, mi perdonerete.

Masterchef Italia 15: i TOP e i FLOP della puntata che mi ha sconvolto (nonostante la noia)

Cosa diavolo è successo. Cosa. Chiudete Masterchef Italia 15, signore e signori. Vi prego polizia dei talent show intervenite perché io non so davvero più come commentare una puntata sconvolgente senza tirar fuori il peggio di me, e attenzione che il peggio di me è pure molto peggio di alcuni piatti cucinati da questa Masterclass che perde l’unico concorrente che sembrava decente. Fino ad ora. Perché si sa, a Masterchef può succedere di tutto da un momento all’altro – e agli autori sadicissimi piace tantissimo farcelo capire – soprattutto se a caso decidi di dare all’improvviso il potere di Donald Trump (fuor di metafora, le chiavi della puntata e il potere assoluto) in mano a Matteo-Rinaldi-Lo-Sapevate-Che.

Cosa vuoi aspettarti, cosa, se non caos totale, duelli fratricidi e noia, una noia mortale?

Perdonalo Matteo Lee, è chiaro che il tuo amico ha dimenticato il cervello nella foresta amazzonica tra le cicogne e i fenicotteri azzurri, altrimenti non avrebbe mai fatto nulla del genere. E io che avevo puntato tutto il mio salvadanaio su Dottor Lee, disquisendo anche animatamente e con grande serietà sul fatto che non avrebbero mica potuto vincere due asiatici per due edizioni di seguito, ora per punizione me ne vado a dormire ascoltando tutta la notte gli aneddoti di Matteo Rinaldi, e rifletto sul fatto che, in quindici anni, io sui pronostici di Masterchef non c’ho mai preso manco da lontano.

TOP

Clark Kent

Matteo s’è tolto gli occhiali, e qualcosa vorrà pur dire. Tanto più che non sarà l’ultima trasformazione a sorpresa della serata, ohibò. Anzi, “Ustia, ustia, ustia” (CIT).

Figa, si va a cannone

A proposito, ma quand’è che Matteo è diventato così insopportabilmente milanese imbruttito?

Neomelodico

Forse, in effetti, è stato quando ha deciso che non voleva più essere Olly ma Gigi d’Alessio. Tra tutti i cantanti del mondo, GIGI D’ALESSIO. È evidente che l’abbiamo perso, prima ancora di Matteo Lee. Oppure, è semplicemente della scuola di Niccolò, e punta a non limonare mai più nella vita neanche lui.

Non sarà zen ma…

Comunque Dottor Lee prima di andare vi ti prego dicci quale droga calmante prendi perché ne ordino un chilo, non importa se è legale o no, me lo sta imponendo chiunque parli con me prima delle 11 del mattino.

Pazzissimo

Tutto iniziò così, come un piano inclinato in cui la pallina che rotola giù è Matteo Rinaldi che alza la mano credendosi il migliore e cucina improvvisamente da folle. Però Niccolò, sta’ a vedere chi del tutto inaspettatamente stasera in disco alla fine limona?

Me gusta anche il limon


Non dite che non ve l’avevo detto.

Probabilità


In blu, la curva d’andamento del prezzo al chilo del cacao. In rosso, le quotazioni di Carlotta, così, de botto, all’improvviso.

Imprevisti


In nero, quelle di Matteo: WTF?

Que viva espana

Lui ospite più preferito di sempre. Più di Jeremy Chan, e ho detto tutto

FLOP

Infezioni e affini

“Dove c’è il fungo c’è Nico”, dice no. E io non posso non pensare, chessò, tipo anche la candidosi? E niente, capisci anche tu, mio caro Niccolò, che così il pensiero di limonare con un’altra forma di vita si allontana puntata dopo puntata.

Tre stelle chi?

All’arrivo di Ángel León, tutti presi benissimo (o malissimo, a seconda dei punti di vista) all’idea di cucinare per un tre stelle Michelin. E Cannavacciuolo, povero allui, che non ha il coraggio di dirgli che lo stanno facendo da dieci puntate.

Si sta ancora parlando di cibo?

“Chef, ho bisogno di una mano nel piccione”. Io spero solo che questa puntata in Puglia non sia andata in onda.