Matteo Salvini mangia salsiccia e suda: la nuova campagna elettorale del leader della Lega

La campagna elettorale è appena cominciata e già Matteo Salvini ci regala delle perle: il leader della Lega si batte a suon di salsiccia e sudore.

matteo salvini

Se la campagna elettorale inizia così, figuriamoci cosa altro ci aspetta fino al 25 settembre. Per esempio, la nuova campagna elettorale di Matteo Salvini parte col fatto che lui mangia salsiccia e suda.

Il leader della Lega, infatti, dal suo comizio a Domodossola ci ha fatto sapere che lui si è fatto la barba, che suda e che mangia la salsiccia. Diciamo che la campagna elettorale a colpi di “sudore” ci mancava. Prendete nota: per valutare le capacità politiche di una persona adesso bisognerà tenere conto di quattro nuovi fattori. Questi fattori sono:

  • il fatto di farsi la barba
  • la lunghezza delle braghe (se sono corte va bene)
  • il fatto di mangiare la salsiccia (che con questo caldo un po’ ci sta che se mangi salsicce, poi cominci a sudare di più)
  • la quantità di sudore prodotta

salsiccia su tagliere

Non stiamo scherzando, queste sono le testuali parole del comizio elettorale di Salvini a Domodossola: “Mi faccio la barba, c’ho le braghe corte, mangio la salsiccia e sudo. E vabbè. Son mica come quelli del Pd che non sudano mai. Evidentemente perché hanno un sangue particolare che non scorre nelle vene. Pensandoci, io Enrico Letta sudato non l’ho mai visto. Evidentemente ha una cultura maggiore. Insegnava a Parigi e spero che torni presto a insegnare a Parigi perché la Francia non può privarsi di un contenuto intellettuale così importante”.

Ma che, davvero? Proviamo a basare una campagna elettorale criticando un rivale politico perché suda meno di noi e non mangia la salsiccia? Cioè, adesso i politici vengono valutati sulle loro preferenze alimentari e sul fatto che soffrano di iperidrosi o meno? Sono questi gli argomenti politici su cui sfidarsi?

Ovviamente Letta ha subito risposto a tale provocazione, mandando un tweet nel quale sottolineava come si stesse volando altissimo nel comizio di Salvini e che questo era solo l’inizio di questa “meravigliosa” campagna elettorale.

Speriamo solo che ora non parta un altro focolaio di Coronavirus: nel 2020, 14 giorni dopo un comizio di Salvini in un ristorante di Terracina, era scoppiato un focolaio. Ma considerando che dopo un comizio a Rovigo, Salvini si era asciugato il sudore su bocca, naso e fronte con la mascherina appena indossata, ormai non dobbiamo stupirci di nulla.