di Manuela 27 Dicembre 2020
matteo salvini

Stanno saltando fuori polemiche su polemiche relative ai pasti distribuiti da Matteo Salvini insieme a City Angels. La storia è un po’ complessa. Tutto inizia quando, poco prima di Natale, il leader della Lega annuncia che avrebbe trascorso le feste a distribuire cibo e pacchi di beni di prima necessità ai bisognosi.

Già quando era stato dato questo annuncio, qualcuno aveva parlato di mossa politica e di propaganda, anche perché la motivazione data era stata che visto che Giuseppe Conte aveva chiuso tutto per Natale, lui sarebbe andato a fare beneficenza.

Comunque sia, detto fatto ed ecco che sono arrivate puntuali le fotografie che documentavano questo gesto. Solo che sin da subito qualcuno si è accorto che qualcosa stonava. Una foto in particolare, infatti, ritraeva Matteo Salvini mentre consegna uno di questi pacchi insieme ai volontari di City Angels a una donna etiope di 77 anni.

Fin qui nulla di strano, se non fosse che su Facebook Miky Tibello della Rete Italiana Antifascista, quando ha visto la foto in questione, ha subito pubblicato una smentita, confermata poi anche dalla stessa Associazione. Quella donna, infatti, non era una clochard (anche se, come specifica l’Associazione, non c’è stato alcun accostamento diretto della donna alla parola “clochard”), bensì la madre di Miky Tibello. Inoltre Miky spiegava anche la foto era stata scattata nel cortile della casa dove la donna abita. Queste le parole di Miky Tibello: “Quel genio del male di Morisi ha fatto una foto del suo capitano con mia madre nel nostro cortile mentre gli donava un regalo offerto da altri . Vi ricordo che mia madre non è una clochard che vive in mezzo alla strada, ma in quanto nera è utile alla loro propaganda buonista”.

Ecco qui il post di Miky Tibello:

Quel genio del male di Morisi ha fatto una foto del suo capitano con mia madre nel nostro cortile mentre gli donava un…

Posted by Miky Tibello Secondo on Friday, December 25, 2020

e qui uno di quelli pubblicati dalla Rete Italiana Antifascista che cerca di ricostruire cosa sia accaduto:

UNA FOTO DI TROPPOIl ragazzo nel video è Michele Tibello. Michele ci racconta la sua versione dei fatti dopo le vicende che, in queste ore, hanno travolto lui e la sua famiglia. Per dovere di cronaca è utile chiarire che non c'è stato alcun accostamento diretto tra sua madre e il termine clochard. Saremmo altrettanto ciechi a negare tutte le ambiguità di questa vicenda che assomiglia troppo al 'gioco delle tre carte'. Proviamo a far chiarezza: 1. Salvini annuncia di passare il 25 dicembre con i senza tetto, 2. Chiarisce i suoi intenti in comunicato stampa, ignorato dai più, in cui presenta nel dettaglio tutti i suoi progetti, 3. La macchina comunicativa del suo staff parte in pompa magna sottolineando la volontà di Salvini di condividere il Natale con i senza tetto, che si traduce, anche, in un #salviniclochard che spopola nei social media. 4. In men che non si dica hashtag (al quanto buonista) viene accostato alle foto della madre di Michele. Sintesi della vicenda – scopriamo le carte – ecco salvo il capitano, senza macchina perché tutto il lavoro sporco è stato fatto dal suo circo mediatico e dai supporter che lo circondano. Questa è la comunicazione al giorno d'oggi. Noi difendiamo e difenderemo sempre la dignità delle persone vittime di questi sporchi giochini comunicativi. Esiste una precisa etica per cui nessuno può sottrarsi. Nemmeno Salvini. Al netto del circo mediatico di queste ore rimane comunque un fatto inoppugnabile: una donna, la mamma di Michele, è stata strumentalizzata per il protagonismo politico di Salvini che se ne frega di tutto e tutti. Del resto il Senatore leghista non è nuovo a questi atteggiamenti che delineano il profilo dell'amoralità, ormai consolidata, della comunicazione politica del suo schieramento. Probabilmente ha ragione Nathan Englander nell'affermare, come unica certezza, che: «i disperati non hanno mai possibilità di scelta».Queste cose non dovrebbero succedere. Quando accadono rivelano il lato malato e perverso della politica.Noi, la nostra rete, i nostri contatti con, anche, il nostro team legale saremo sempre dalla parte delle persone più fragili. A loro, a Michele e a sua madre, daremo voce. Sempre. La politica è altro, completamente e inesorabilmente tutt'altro rispetto a queste bassezze indegne.Luca VenneriCoordinatore Nazionale Rete Italiana Antifascista#ReteItalianaAntifascista#MovimentoAntirazzistaItaliano

Posted by Rete Italiana Antifascista on Saturday, December 26, 2020

La foto in questione, poi, era stata collegata all’hashtag #salviniclochard, facendo il giro della rete. Anche se, come ribadito dall’Associazione, nessuno si era mai riferito alla donna con la parola “clochard”. Ma non pensiate che la vicenda sia finita qui.

C’è un’altra parte in causa: l’associazione di volontari City Angels. Il suo presidente e fondatore, Mario Furlan, venuto a sapere della cosa, tramite un video si è subito dissociato dall’operato di Daniela Javarone, la volontaria e madrina dell’associazione che ha accompagnato Salvini durante il suo giro. Mario Furlan ha sottolineato che tutta la cosa è stata fatta a sua completa insaputa.

Ha scoperto tutta la vicenda esattamente come gli altri, cioè quando sui social ha cominciato a rimbalzare la notizia. Furlan è venuto così a sapere che Daniela Javarone era andata in giro insieme a Matteo Salvini a portare i pacchi dono agli anziani soli. Daniela è madrina dell’associazione dal 2004 e ogni anno, a Natale, organizzare queste consegne chiedendo l’utilizzo di un furgone dell’associazione e l’assistenza di uno degli angeli per guidarlo.

Tuttavia quest’anno nessuno aveva detto a Furlan che con lei ci sarebbe stato anche Salvini. Quando è venuto a conoscenza della situazione, non gli ha fatto piacere, anzi (e citiamo testuali parole), gli sono “girate le balle” perché è stata una cosa fatta a insaputa sua e di tutta l’associazione.

Tutto ciò ha avuto spiacevoli conseguenze per Daniela Javarone: a causa del polverone mediatico sollevato, infatti, la donna ha deciso di dimettersi dal suo ruolo. Queste le sue parole: “Caro presidente, mi scuso di aver creato imbarazzo ai City Angels. Alla base di tutto, buona fede e spirito di servizio. Con questo ratifico le mie dimissioni da madrina dei City Angels”.

E Salvini? Beh, come di consueto la Lega ha spiegato che non c’è stato nessun errore e nessun pacco distribuito a casa. Secondo la Lega, infatti, Matteo Salvini si sarebbe limitato a consegnare generi alimentari ad alcune famiglie che ne avevano fatto richiesta lasciando i propri dati e acconsentendo a scattare delle foto. Questo sarebbe anche il caso della signora residente in via Perugino a Milano, scambiata dai media per una clochard. Sempre secondo la Lega, la notizia è falsa visto che l’ufficio stampa di Salvini aveva inviato dei comunicati stampa il 23 dicembre spiegando cosa avrebbe fatto Salvini nei giorni successivi.

Dal canto suo Salvini ha poi colto la palla al balzo pubblicando un post nel quale sostiene “E’ incredibile, qualsiasi cosa si faccia non va bene”, ribadendo che vuole lasciare le polemiche alla politica o al calcio e che quando si fa del bene al prossimo non vi è differenza di colore politico. Alle parole di Furlan, poi, ha replicato sottolineando che lui va dove lo invitano.

Quindi, come al solito e come anche sottolineato dall’analisi fatta da Rete Italiana Antifascista in merito all’accaduto, tutto sarebbe stato causato dallo staff mediatico e dai supporter di Salvini, mentre il leader della Lega si tira fuori dalle polemiche. Le quali, però, non si placano: strumentalizzare una donna in questo modo è lecito? Qual è il sottile confine fra fare davvero beneficenza (con i pacchi altrui, però, ci pare in questo caso) e fare propaganda politica?