McDonald’s: indagine dell’Agcom per “abuso di dipendenza economica”

L'Agcom ha formalizzato n’istruttoria nei confronti di McDonald’s Development Italy mettendo in dubbio le condizioni di apertura dei ristoranti in franchising.

McDonald's

L’Agcom ha aperto un’istruttoria nei confronti di McDonald’s Development Italy (Gruppo McDonald’s) per “abuso di dipendenza economica” nella gestione della sua catena di franchising in Italia.

L’indagine dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato è partita dopo le segnalazioni pervenute dai “ legali rappresentanti di tre società a responsabilità limitata, che hanno concluso con McDonald’s Development Italy LLC contratti di affitto di ramo di azienda/franchising ormai cessati”. Gli imprenditori “hanno lamentato un insieme di condotte asseritamente abusive di MCDI – adottate nei confronti dei propri affiliati nel corso di tutta la relazione commerciale e ancor prima della stipula dei contratti – consistenti nell’imposizione di un sistema complesso e integrato di canoni, royalties, oneri finanziari e di investimento, politiche di vendita e molteplici obblighi di comportamento, estremamente gravosi e non strettamente necessari e connessi alla concessione dell’affiliazione o dell’affitto del ramo d’azienda”.

Secondo le segnalazioni raccolte dall’Agcom, “già nella fase pre-contrattuale MCDI avrebbe adottato, nei confronti degli aspiranti franchisee, condotte idonee a far sì che i futuri affiliati, al momento della stipula del contratto, si trovino già in una condizione di totale assenza di potere negoziale e di alternative di scelta”. Per esempio, si parla dell’obbligo “imposto all’aspirante affiliato di effettuare, interamente a proprio carico (senza alcuna retribuzione né rimborso spese), un periodo di formazione e training presso i ristoranti del Gruppo McDonald’s, a tempo pieno, di durata compresa tra i 6 mesi e i due anni ed estremamente oneroso sia sotto il profilo economico che logistico, ad esito del quale non vi sarebbe alcuna garanzia di poter effettivamente diventare un affiliato del Gruppo” e della “possibilità di prendere visione del contratto soltanto in occasione della stipula dello stesso presso lo studio di un Notaio”, senza “ poterne discutere per assenza di concrete alternative al percorso già iniziato con MCDI”.

“Nelle segnalazioni si lamentano altresì un insieme di condizioni contrattuali particolarmente gravose, nonché fortemente limitative dei margini di autonomia degli affiliati nelle proprie scelte di gestione imprenditoriale, nonostante il capitale di rischio investito nei rami d’azienda gestiti”, scrive ancora l’Agcom. “In particolare, sotto il profilo dell’onerosità delle condizioni contrattuali, i segnalanti evidenziano, in primo luogo, l’imposizione di un sistema estremamente gravoso di corrispettivi dovuti a MCDI”, come “una fee per l’ingresso nel sistema McDonald’s” , “un canone di locazione suddiviso in una base fissa annua (“Rent Base”), da riconoscere anche in caso di eventuale perdita dell’esercizio commerciale, e che può essere modificata unilateralmente da MCDI”, “una royalty per l’utilizzo del sistema McDonald’s, pari a non meno del 4% del fatturato annuo di ogni ristorante” , “un contributo non inferiore al 4% del fatturato lordo mensile per la promozione a livello nazionale, da versare al Consorzio McCoop Italia ’96, costituito per gestire, a livello nazionale, promozioni, pubblicità e pubbliche relazioni” e “l’acquisto degli allestimenti e delle attrezzature necessari per svolgere l’attività di ristorazione a un prezzo indicato nel contratto”.

Attualmente, la rete di McDonald’s è costituita da 615 ristoranti – oltre a 875 esercizi commerciali tra McDrive (punti di servizio in automobile) e McCafè (bar all’italiana) – l’85% dei quali sono gestiti in regime di franchising da 140 licenziatari e il 15% è gestito direttamente (cd. ristoranti “corporate”).

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