di Marco Locatelli 26 Marzo 2021

Le meduse nel piatto? È questa la suggestiva ipotesi di quello che potrebbe essere un novel food in Europa, già piatto tradizionale in Cina e in alcuni Paesi del Sud-Est asiatico.

Ad oggi le meduse non sono autorizzate per uso alimentare nel Vecchio Continente, ma il loro grande incremento per via dell riscaldamento globale e del sovrasfruttamento delle popolazioni ittiche potrebbe rivelarsi utile in termini gastronomici. E secondo alcuni chef coinvolti nella stesura di “European Jellyfish – Prime ricette a base di meduse in stile occidentale” potrebbero essere persino “golose”.

Dietro al lavoro dell’European Jellyfish la casa editrice Cnr Edizioni – Unità Comunicazione relazioni con il pubblico e la penna di Antonella Leone dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce. Il tutto nell’ambito del progetto europeo “GoJelly” che ha l’ambizione di stravolgere la percezione negativa comune sulle meduse, proponendosi di trasformarle in una preziosa risorsa per la produzione di filtri per microplastiche, fertilizzanti, mangimi e – appunto – alimenti.

“Dopo la valutazione della domanda da parte della Commissione e l’opinione favorevole dell’EFSA (Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare) – spiega Antonella Leone (Cnr-Ispa), ricercatrice impegnata nel progetto per l’Italia – le meduse potranno essere commercializzate e consumate”.

“In estremo Oriente questi animali sono utilizzati da oltre 2.000 anni, con un impatto significativo anche sull’economia. Con una popolazione mondiale che cresce ad un ritmo esponenziale – a fronte di una produzione di cibo che aumenta molto più lentamente – individuare risorse alimentari nuove e sostenibili è, infatti, una sfida inevitabile”, conclude Leone.

 

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