di Anna Silveri 15 Dicembre 2017

Si è riaccesa la speranza per i lavoratori della Melegatti dopo che era stata decisa la data dell’ultimo pandoro, ovvero tre giorni fa, il 12 dicembre.

Come vi abbiamo raccontato, in ottobre Melegatti sembrava destinata alla chiusura. La società fondata nel 1894 da Domenico Melegatti, a cui si deve l’invenzione del pandoro, aveva 10 milioni di euro di esposizione con le banche e 12 milioni di debiti verso i fornitori

Poi l’insperato rilancio grazie ai capitali del fondo maltese Abalone, 6 milioni di euro per avviare la campagna di dicembre nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto, con l’obiettivo di sfornare 1,75 milioni tra pandori e panettoni, e la promessa di altri 10 milioni per proseguire dopo Capodanno.

[Sarà un Natale senza pandoro Melegatti, probabilmente]

La solidarietà dei clienti nei confronti dei lavoratori, amplificata dai social network, ha portato un insperato boom di ordini.

Ma qualche giorno fa si torna indietro: la società parla apertamente di cassa integrazione perché il ritorno alla catena di produzione, avvenuto soltanto il 22 novembre, ha creato ritardi organizzativi per intercettare le vendite natalizie.

In pratica, i pandori Melegatti sarebbero arrivati nei supermercati troppo a ridosso delle feste, quando i clienti hanno fatto la loro scorta e i supermercati iniziano ad applicare gli sconti per smaltire il magazzino.

Oggi, infine, nuova inversione a U: nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto riprende la produzione grazie a una fornitura di cinquemila pandori che non raggiungeranno i supermercati, ma che Melegatti venderà nel proprio spaccio aziendale per far cassa.

[La situazione del pandoro Melegatti a pochi giorni da Natale]

Non basta, c’è anche la seconda buona notizia, che oggi diversi quotidiani definiscono “il miracolo di Natale”.

Dopo l’Epifania i dipendenti Melegatti inizieranno la produzione dei dolci pasquali, una decisione che permette il ritiro delle sei settimane di cassa integrazione, e finalmente, il lieto fine alla storia dei dipendenti che hanno mobilitato il web raccontando di tre mesi di stipendio non incassati e dell’incubo cassa integrazione proprio a Natale, chiedendo a tutti di comprare i pandori Melegatti.

[Crediti | Repubblica]