di Valentina Dirindin 7 Aprile 2020
mercato asia wet market

Chiudete i wet market, i mercati dove gli animali vengono macellati da vivi: è l’accorato appello dell’Onu durante l’emergenza Coronavirus. I “wet market”, ovvero i “mercati umidi” sono molto diffusi in Asia, e l’”umidità” del loro nome deriva dal sangue che scorre sui loro pavimenti, tra una bancarella e l’altra. Qui infatti gli animali vengono macellati dal vivo, e si può comprare la carne fresca ancora sanguinante.

Spesso questi mercati, come documentato da numerosi filmati, sono anche un ricettacolo di germi, con animali che vengono stipati in condizioni orrende, ammassati l’uno sull’altro, e sporcizia un po’ dappertutto. Anche per questo rappresentano sicuramente una minaccia per la salute pubblica, come ha dimostrato il fatto che molte epidemie possano essere nate proprio in questi luoghi. Anche per quanto riguarda il Covid-19, c’è chi ipotizza che possa essersi diffuso a partire dal wet market di Wuhan.

Per questo oggi l’Onu e molte associazioni animaliste internazionali ne chiedono la chiusura: “gli scienziati stimano che più di 6 su 10 malattie infettive conosciute dagli esseri umani sono state diffuse dal contatto con gli animali, e 3 su 4 delle nuove o emergenti malattie infettive provengono dagli animali”, ha spiegato il Centers for Disease Control and Prevention.

[Fonte: Il Corriere della Sera]