Milano: raccolgono il gelso al parco per fare una tisana, ora rischiano il processo

A Milano due donne hanno raccolto foglie di gelso al parco per fare una tisana. Ma come si è arrivati al rischio di processo perché sprovviste di documenti di identità?

Milano: raccolgono il gelso al parco per fare una tisana, ora rischiano il processo

Brutta disavventura a Milano per due donne cinesi. Recatesi in un parco, hanno deciso di raccogliere delle foglie di gelso per fare una tisana contro il diabete. Solo che sono state colte in flagrante e, per una serie di fraintendimenti, ora rischiano il processo in quanto sprovviste di documenti di identità. O quasi.

Il parco è quello di Villa Litta. Due signore cinesi di Zhejiang, residenti a Milano da diversi anni per stare vicine ai figli, stavano passeggiando per i vialetti quando hanno deciso di raccogliere alcune foglie da un albero di gelso per fare una tisana contro il diabete.

Le due malcapitate non sapevano che fosse vietato: il regolamento del verde pubblico di Milano vieta di raccogliere fiori, frutti, prodotti agricoli da coltivazione, qualsiasi parte delle piante, muschi e funghi. Le due sono state viste cogliere le foglie da alcune guardie ecologiche volontarie che hanno subito allertato la polizia locale. E da qui è partita la fiera dei malintesi.

tisana

La polizia ha infatti chiesto alle due i documenti di identità, ma queste li avevano scordati a casa. Così le due donne sono state portate in Questura per il riconoscimento tramite impronte digitali.

A spiegare poi la fiera dei fraintendimenti è stato Francesco Wu, nipote di una delle due anziane e presidente onorario dell’Unione imprenditori Italia-Cina, nonché membro del direttivo di Confcommercio di Milano.

Secondo Wu, le due donne erano molto spaventate: in Questura non solo sono stati sequestrati loro i cellulari, ma sono anche state perquisite. Per questo motivo, confuse dalla situazione, le due non hanno pensato di chiamare subito i figli e i nipoti.

Nel frattempo a casa la famiglia si stava preoccupando: erano uscite alle 17, ma non erano ancora tornate a casa e non rispondevano al cellulare. La famiglia ha anche allertato il 118 e mentre stavano per fare una denuncia di scomparsa ecco che, all’una di notte, le due sono tornate raggiungibili. Solo che, per essere rilasciate hanno dovuto firmare una dichiarazione.

Il problema, adesso, non è la multa da 50 euro per aver raccolto quelle foglie (l’accusa ufficiale èdi “danno al patrimonio verde”), ma il fatto che non avessero con sé i documenti. La legge, infatti, prevede l’arresto fino a 1 anno o una multa da 2mila euro. In aggiunta, il fatto che non abbiano fornito le generalità, comporta a sua volta l’arresto fino a 1 mese e un’altra multa da 206 euro.

Quello che fa cascare le braccia in questa vicenda, però, è il fatto che, come sottolineato da Francesco Wu, non è che le due donne non hanno voluto volontariamente fornire le generalità: semplicemente alle domande dei poliziotti hanno scosso la testa perché non capivano cosa i poliziotti stessero chiedendo loro (ma possibile che i poliziotti non abbiano intuito che quelle due anziane signore cinesi scuotevano la testa non perché non volessero fornire le generalità, ma semplicemente perché non capivano bene la lingua?).

Wu sostiene che si tratta di una pena esagerata nel loro caso: adesso toccherà agli avvocati evitare di far andare le donne a processo per una cosa del genere.

Wu spiega che le parenti anziane hanno di sicuro sbagliato a uscire di casa senza i documenti del permesso di soggiorno, ma è stata una dimenticanza in buona fede. E forse hanno anche sbagliato a non avvisare subito i nipoti mentre si trovavano ancora sulla macchina della polizia. Solo che, si chiede giustamente, come sia possibile che nella Milano del 2022 non ci sia un traduttore!