Modena si stringe intorno allo chef investito, e Bottura ricorda di che pasta è fatta la città

Modena qualche giorno dopo la tragedia della colpita, tra chef feriti e chef che ne raccontano la bellezza, sottolineando la capacità di accoglienza di una città che pare avere molto da dire, e da dare.

Modena si stringe intorno allo chef investito, e Bottura ricorda di che pasta è fatta la città

Si chiama Ermanno Muccini lo chef 59enne che è uno dei feriti dei terribili fatti di Modena. L’auto lanciata a velocità folle da Salim El Koudri sui passanti ha investito anche lui, mentre tornava a casa dal lavoro. Suo è il ristorante Zelmira, locale di cucina tradizionale del centro storico di Modena, messo in piedi a inizio Novecento dalla signora Zelmira, e poi rilevato a fine anni Novanta dai fratelli Ermanno e Maria Grazia, lui in cucina e lei in sala.

Ricoverato all’ospedale di Baggiovara, oggi lo chef Ermanno Muccini ha incontrato la stampa, raccontando con la faccia ancora malconcia il suo stupore nel vedere arrivare in centro storico quella macchina a tutta velocità. Neanche il tempo di rendersene conto, però, ed è stato investito: “è stato talmente veloce che è difficile da raccontare”, dice. Si sente fortunato, anzi un miracolato, e ricorda soprattutto la tanta gente accorsa in soccorso dei feriti. “Sono state persone stupende perché c’è stato un attimo di empatia di tutti”.

Perché Modena è questa cosa qui, e a ribadirlo c’è anche lo chef più famoso d’Italia, Massimo Bottura.

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“Modena è Casa!”, scrive Massimo Bottura, senza fare esplicito riferimento ai fatti di qualche giorno fa, ma non serve farlo. Dai suoi social, lo chef ci tiene a ribadire di che pasta è fatta la sua città, quella dove è nato e cresciuto e dove ha costruito il suo impero gastronomico, partendo dall’Osteria Francescana.

“Da sempre siamo una cittadina inclusiva. Il potere dell’ospitalità è parte del nostro Dna e da noi c’è sempre un posto a tavola per l’ospite inaspettato”, dice lo chef, e ovviamente noi non sappiamo cosa lo spinga a sottolineare la natura inclusiva e sociale di Modena, a parte un moto di solidarietà nei confronti di chiunque sia coinvolto in quell’episodio che ha sconvolto tutti. Ma non possiamo non dire che questo post suona tanto come un monito a chi ha tentato, nelle ore immediatamente successive alla tragedia, di strumentalizzare l’evento, spostando il focus sul colore della pelle più che sulle dinamiche reali della vicenda. Modena a questo non ci sta, sembra dire Bottura, o comunque Modena non è così: Modena accoglie, dice lo chef, tanto da citare in una delle foto scelte il Vangelo, con il suo “Bussate e vi sarà aperto”.

“In questi momenti difficili noi scegliamo sempre di restare uniti!!”, è la frase conclusiva del post di Bottura, per una città che, evidentemente, sta dimostrando di avere molto da dire e da insegnare.