di Manuela 13 Maggio 2021
viti bulloni

Vi ricordate che a fine aprile a Monterotondo erano stati trovati degli oggetti metallici nel pranzo dei bambini della mensa? Ebbene, è successo di nuovo: questa volta, però non si è trattato di viti e bulloni, bensì è stato rinvenuto un chiodo nei pasti delle mense scolastiche. E ora i Carabinieri pensano a un vero e proprio sabotaggio.

Gianfranco Albanese, tenente colonello e comandante della compagnia dei Carabinieri di Monterotondo, ha dichiarato che si tratta di un sabotaggio nei confronti di tutta la città. Si era partiti con viti e bulloni, adesso si è arrivati a un chiodo, questa volta all’interno di un panino destinato ad essere mangiato dai bambini della scuola per l’infanzia nel quartiere Piedicosta.

Come già accaduto negli episodi precedenti, si è subito proceduto a verificare he la società che gestisce in appalto il servizio di mensa scolastica fosse del tutto estranea ai fatti. E così è stato. Anzi: la stessa società ha fatto, a sua volta, una contro-denuncia alla procura della Repubblica di Tivoli.

La società ha sottolineato che i pasti freddi destinati a finire nelle scuole non vengono preparati dalla medesima: lei si occupa solo della somministrazione. I pasti, in realtà, al momento sono stati preparati da soggetti terzi a causa di un’ordinanza straordinaria disposta da Riccardo Varrone, il sindaco della cittadina.

Il primo cittadino, infatti, a seguito di tutti gli episodi accaduti, aveva sospeso il servizio mensa sul territorio permettendo agli stessi genitori, in deroga alle restrizioni imposte dalle normative anti Covid-19, di preparare a casa i pasti destinati ai figli.

In vista dell’ultimo giorno di servizio della società, previsto per l’11 maggio, il sindaco aveva chiesto all’azienda di preparare dei pasti freddi. E così è stato: il gestore aveva optato per dei panini.

Ma proprio in uno di questi panini è stato trovato un chiodo. Secondo il comandante Albanese, il problema si genera nella fase finale e di consumo. Adesso i Carabinieri, i Nas, l’Asl Roma-5 e il Comune di Monterotondo stanno tutti procedendo nelle indagini. Ma ancora non si sa come tutti questi oggetti metallici finiscano nel cibo destinato ai bambini.