di Manuela 9 Marzo 2020
movida Roma

Neanche il Coronavirus blocca la movida a Roma. A quanto pare il problema sono i giovani: a loro il Sars-Cov-2 non fa paura perché sono convinti che colpisca solo gli anziani. Peccato che non solo non sia così e non è carino mettere a rischio la salute di nonni, genitori o zii anziani.

Nonostante le nuove ordinanze sempre più restrittive, nonostante i pareri degli esperti e nonostante gli appelli dei medici che annunciano terapie intensive sempre più sature, i giovani della movida romana non riescono proprio a rinunciare al loro mojito. Gente in gruppo che si bacia, appiccicati come sardine, giovani che sostengono di avere le difese immunitarie alte e che il problema riguarda gli anziani, non loro: mica possono smettere di vivere, no?

La situazione a Roma è sempre la stessa, sia che si vada in vicolo del Cinque, sia che si passi a Ponte Milvio, Capo de’ Fiori, piazza Bologna, San Lorenzo, l’Ostiense: gli under 30 sono tutti in strada e nei locali, infischiandosene delle allerte ministeriali. Visto che le discoteche sono chiuse nella capitale, il popolo della movida sta optando i cocktail bar.

Ludovico Musco, responsabile del locale Jarro, ha spiegato che da quando hanno chiuso le scuole gli studenti escono anche in settimana. Dal canto loro gli esercenti cercano di garantire la distanza fra i tavoli, lavorano solamente con bicchieri di plastica, i dipendenti hanno tutti i guanti e disinfettano continuamente il bancone. L’interno del locale è vuoto, ma è in strada che la movida continua come se non fosse successo nulla.

Alessio D’amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio, ha ammonito i giovani via social. A dargli manforte è anche Giovanna Marchese Bellaroto, presidente della Cna Commercio di Roma: i gestori dei locali devono stare più attenti e far rispettare le distanze. Devono servire i ragazzi indossando mascherine o, se non riescono a trovarle, almeno con una bandana. E sottolinea come si tratti di un provvedimento a costo zero che potrebbe riuscire a interrompere il contagio, sensibilizzando anche i giovani a rispettare le misure precauzionali.