di Luca Iaccarino 2 Maggio 2017
lasagne colgate

Zigoviaggiando sull’internet mi imbatto in una notizia di Business Insider Italia che me gusta mucho: pare che un collezionista svedese, Samuel West, il 7 giugno inaugurerà a Helsingborg il “Museo degli insuccessi”.

Ehi: i fallimenti altrui sono il miglior lenimento ai nostri –penso–, andiamo un po’ a vedere.

Chi si aspettasse una cosa trash, verrebbe deluso: West ha fatto un lavoro serio e pure dimostra una buona idea.

Lui dice: le aziende capaci di affrontare il fallimento sono le migliori, perché imparano dai propri sbagli. E così fanno errori più piccoli quando, se non li riconoscessero, ne farebbero di maggiori. Bravo Samuel. Meravigliosa riflessione. Ma siam qui per divertirci perbacco: facce ride!

E Simon ci fa anche ride.

Su Business Insider trovate un po’ di prodotti che NON hanno fatto epoca. C’è la console Nokia N-Gage che nessuno si filò. C’è il palmare Apple Newton. C’è il Sony Betamax. Ci sono i profumi della Harley Davidson (qui ho vibrato, perché ne ho avuto a lungo un flacone in un cassetto).

E poi, signore e signori, c’è il cibo.

Qualcuno ricorda La Coke II altresì nota come New Coke? Qualcuno ha mai bevuto la Coca Cola Black, al gusto di caffè?

Ma le più fighe di tutte, le migliori, le più straordinarie sono le lasagne della Colgate.

Pare infatti che negli anni Ottanta qualche genio dell’azienda di dentifrici abbia pensato: “beh, se riusciamo a riempire la bocca dei clienti con una pasta mentolata, figuriamoci con la besciamella!”.

Dunque la Colgate si mise a produrre pasti pronti. Pronti soprattutto a essere ritirati: si resero infatti conto che forse c’era un problema di capacità “nell’estensione del marchio”.

Scorrendo questa galleria di cari estinti, m’è sorta però una grande nostalgia. C’è un prodotto industriale che rimpiango con tutte le mie forze. Evidentemente è stato un flop, ma per me era perfetto: il Solero Ice. La versione col sorbetto alla fragola del gelato Algida.

Maledetta maggioranza che determina le fortune e le disgrazie delle produzioni: se almeno m’avessero avvertito in tempo, me ne sarei riempito il freezer.

E voi, di cosa siete orfani?