di Valentina Dirindin 2 Settembre 2019
angurie-rubate-campi-reggio-emilia

Lavorava in nero, pare per una paga pari a 40 euro al giorno, il bracciante agricolo italiano morto mentre raccoglieva i meloni in una serra a Varacturo, in provincia di Napoli. L’uomo, Pasquale Fusco , ha avuto un malore, probabilmente a causa dell’eccessivo caldo, mentre si trovava al lavoro nell’azienda agricola, ed è deceduto subito dopo.

Per capire meglio le dinamiche della morte bisognerà attendere l’autopsia, già predisposta sul corpo del bracciante, trasferito ora all’Istituto di medicina legale dell’università “Federico II”.

Il tutto, infatti, è finito sotto un’indagine condotta dai carabinieri della caserma di Vacaturo, visto che il titolare dell’azienda agricola dove è deceduto Pasquale Fusco è già stato denunciato per utilizzo di manodopera non in regola, omicidio colposo e violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, oltre ad aver ricevuto anche una sanzione amministrativa per irregolarità relative alla norme igienico-sanitarie.

Stando a quanto accertato dai carabinieri intervenuti sul posto, inoltre, Pasquale non era l’unico bracciante non in regola a lavorare nell’azienda. “Un fatto grave che indigna il sindacato la morte oggi di un bracciante di 55 anni sfruttato, sottopagato e in nero in una serra a Varcaturo in Campania”, ha dichiarato su Twitter la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. “Dove sono i controlli? Bisogna avere più rispetto per la dignità delle persone e del lavoro”.

[Fonte: Il Fatto Quotidiano]