Napoli, nuove regole per combattere lo street food “selvaggio” e tutelare il centro storico

Si può arginare una tradizione? A Napoli il Comune ha introdotto alcune norme per regolare la vendita di street food.

Ah, la meraviglia dello street food: colorato, saporito, unto e condito il giusto, che se mentre addenti un bel panuozzo non finisci per improvvisare un piccolo cosplay di uno sbavante mostro della palude non ne vale la pena. Eddai, che se volete starvene comodi la prossima volta puntate sul delivery. Insomma, si tratta di una generosissima realtà che di fatto ben si sposa, per inclinazione e (forse) più banalmente per cultura e storia, con il benessere partenopeo: peccato che, stando a quanto sostenuto dalle autorità governative locali, talvolta questa ricchezza finisca per scadere nel disordine, nel caos, nello scompiglio – motivo per cui sono state introdotte nuove norme per regolare la cosiddetta “vendita selvaggia” e tutelare il centro storico di Napoli.

Street food, alcolici e movida

movida

Sia ben chiaro – l’introduzione di nuove norme, severe o lasse che siano, non dovrebbe sempre essere visto con sospetto, come una sorta di bavaglio che va a censurare la libera espressione di un movimento o un mondo che potremmo definire “artistico” come quello, appunto, dello street food. La tutela dei centri storici, come in questo caso, è per di più una motivazione decisamente nobile, ed è comprensibile che tra le priorità delle autorità locali ci sia anche il proteggere il quieto vivere degli abitanti.

L’importante, insomma, è che le regole in questione non vadano a trasformarsi in una insensata lotta al disordine in senso lato, che pare insito nell’animo di mondi come quello dello street. Ma facciamo un piccolo passo indietro: come accennato l’idea delle autorità partenopee è che la vendita esponenziale dello street food potrebbe finire per danneggiare la vivibilità e la qualità del centro storico, e hanno pertanto organizzato un vertice con altri due capoluoghi del nostro caro vecchio Stivale – Milano e Roma – per stabilire un regolamento che imponga limiti e argini ad alcuni tipi di commercio e attività.

Stando a quanto lasciato trapelare le normative vagliate dall’assessore Antonio De Iesu riguardano la necessità di opporre resistenza all’apertura di nuovi locali nei luoghi della cosiddetta movida, accompagnando a questa linea più dura una maggiore regolazione della distribuzione di cibo e bevande alcoliche nelle ore notturne.

Segnaliamo, in questo senso, che il Consiglio Comunale ha per di più introdotto un divieto per  il consumo di alcolici in strada dopo le ore 24, mentre in seguito alle ore 3 non sarà più possibile somministrarli nemmeno all’interno dei locali. “Le regole, scritte a tutela soprattutto dei cittadini più fragili” ha commentato a tal proposito il sindaco Gaetano Manfredi “sono in armonia con le norme nazionali e contemplano opposti interessi, dei cittadini, delle attività imprenditoriali e di chi viene in città per turismo”.