di Manuela 9 Marzo 2021
mensa

È un dato di fatto: a Napoli sempre più persone stanno chiedendo aiuto alla mensa dei poveri, il che vuol dire che il numero di indigenti in città sta aumentando. La pandemia da Coronavirus, infatti, ha scatenato una crisi democratica che sta colpendo un po’ non solo tutte le categorie, ma anche persone di diversa età. A questi bisogna aggiungere, poi, anche le persone che già prima della pandemia avevano difficoltà a tirare avanti.

Per questo motivo le mense cittadine stanno cercando di continuare a fornire dei pasti caldi alle persone maggiormente in difficoltà economica. Il padre carmelitano Francesco Sorrentino, della mensa del Carmine del Centro Accoglienza Padre Elia Alleva, ha spiegato a NapoliToday che la povertà è aumentata tantissimo: si parla di numeri quintuplicati.

Il loro bacino di utenza è composto soprattutto da clochard e senza fissa dimora. Tuttavia è aumentato anche il numero di napoletani: si tratta di persone e famiglie che hanno una casa, ma che non hanno nulla da mangiare. In particolare queste persone dimostrano una sorta di pudore: si vergognano di chiedere il cibo di cui hanno bisogno. Tuttavia sono costrette a farlo: c’è chi ha perso il lavoro e chi una famiglia da mantenere.

Così le mense dei poveri continuano a lavorare: per esempio, la mensa di via Marina, con i suoi 100 volontari, cerca sempre di garantire 400 pasti al giorno, anche 500 nei festivi.

A proposito di mense dei poveri: qualche tempo fa a Genova erano state multate le persone in coda a causa di assembramenti.

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