Natale e influenza: niente cenone se si è raffreddati, i consigli di Fabrizio Pregliasco

Il virologo Fabrizio Pregliasco elargisce consigli su come passare queste feste con l'influenza: niente cenone di Natale per chi ha il raffreddore. E meglio invitare poche persone.

Cena di Natale

Si avvicinano le festività natalizie, con i loro pranzi e cenoni interminabili. E, come di consueto, insieme ad essi arrivano anche i consigli degli esperti su come evitare di ammalarsi a Natale. Perché se ormai il Covid sembrano esserselo scordati tutti, adesso c’è l’influenza australiana che tiene banca. Così, ecco che il virologo Fabrizio Pregliasco ha colto l’occasione per ricordarci di non partecipare al cenone di Natale se si è raffreddati. E di invitare poche persone.

Niente cenone di Natale per chi è raffreddato?

raffreddore

Gli originali consigli di Fabrizio Pregliasco, quelli ai quali nessuno di noi avrebbe mai pensato, sono di starsene a casa propria e di saltare il cenone di Natale se si è raffreddati, se si è influenzati o se si ha un po’ di febbre. Considerando che praticamente tutti quelli che ci circondano hanno almeno un raffreddore che si trascinano da giorni, ecco che questo Natale dovremmo stare tutti a casa propria (che lockdown scansati proprio).

E mentre già mi rammarico di non poter andare a starnutire a ripetizione sulla zia Petunia e di non poter indossare al cenone con i parenti il mio nuovissimo completo da untrice influenzata, ecco che Pregliasco suggerisce anche di non fare grosse tavolate. Se sei germ-free e riesci comunque a partecipare al cenone, meglio invitare al massimo una decina di persone. Consiglio che, considerata zia Petunia e tutto il resto, non è poi così sbagliato.

Pregliasco ha deciso di diramare questi consigli mentre si trovata su Rai Radio1 a parlare come ospite a Un Giorno da Pecora. Il virologo e docente di Igiene dell’università Statale di Milano, ha spiegato che il numero dei contagi da influenza australiana sta aumentando, anche se il picco è orevisto subito dopo le feste. Inoltre si prevede un numero di possibili vittime da influenza che arriva a 20mila morti.

Pregliasco, poi, parlando con Adnkronos, ha citato anche la Mers o influenza del cammello. Si tratta di una malattia causata da un altro Coronavirus e nota sin dal 2012. Molto più letale del Covid, il rischio di una sua diffusione è alto visto che è nota già da tempo la sua presenza nel Medio Oriente e che molti tifosi probabilmente infetti la porteranno nei loro paesi di origine dopo essere stati contagiati durante i Mondiali in Qatar (senza dimenticare il festival collegato a un concorso di cammelli del Camel Mzayen Club).

Tutta questa movimentazione di persone in Medio Oriente rischia di diffondere ulteriormente il Mers-CoV, virus di cui i dromedari sono serbatoi. In realtà gli esseri umani vengono infettati sporadicamente tramite o il contatto diretto o indiretto con i dromedari o con latticini di cammello infetti.