Una corte d’appello degli Stati Uniti ha dichiarato incostituzionale un divieto federale sulla distillazione domestica in vigore da quasi 158 anni, definendolo un mezzo non necessario e improprio.
Il tutto è stato suscitato da un’attività di lobby portata avanti da quattro del 1300 membri della Hobby Distillers Association, un’associazione no-profit di amatori della distillazione che ha presentato la sua istanza alla Corte d’Appello federale del 5º Circuito di New Orleans (che comprende Texas, Louisiana e Mississippi). L’istanza sostiene che le persone debbano essere libere di distillare superalcolici in casa.
Il divieto faceva parte di una legge approvata nel luglio del 1868, durante il periodo della Ricostruzione dopo la guerra civile di Nordisti contro Sudisti, con il fine di contrastare l’evasione delle imposte sugli alcolici, e prevedeva per i trasgressori pene fino a cinque anni di carcere e una multa di 10.000 dollari.
Le motivazioni sulla sentenza delle distillerie domestiche
Secondo quanto riporta Reuters, la giudice d’appello Edith Hollan Jones ha affermato che il divieto in realtà riduceva il gettito fiscale; in sostanza la sentenza dice: “Se imponiamo di non distillare in casa ci stiamo perdendo le tasse che i distillatori casalinghi ci pagherebbero sulla loro produzione”. Ha anche aggiunto un’altra considerazione altrettanto opinabile, ovvero eseguendo la logica di questa legge, il Congresso potrebbe criminalizzare praticamente qualsiasi attività svolta in casa che possa sfuggire all’attenzione degli esattori fiscali, compresi il lavoro da remoto e le attività imprenditoriali domestiche.
Insomma la linea di Andrew Grossman, l’avvocato che ha sostenuto l’appello dell’associazione e che è stata sposata dalla giudice, è puntare quello che fa indignare sempre gli americani, ovvero limitare le libertà individuali. In sostanza la legge era stata pensata perché la distillazione domestica avrebbe evaso le tasse, mentre Grossman sostiene che il governo può lecitamente richiedere registrazione, etichettatura, licenze e dunque relativo pagamento delle accise. Una volta ottenuta la sentenza, l’avvocato ha definito la decisione della giudice: “Un’importante vittoria per la libertà individuale” e ha aggiunto: “Non vedo l’ora di assaggiare il risultato della loro produzione”.
La decisione conferma una sentenza del luglio 2024 del giudice federale Mark Pittman, a Fort Worth, in Texas; la questione però potrebbe ancora arrivare alla Corte suprema se il governo decidesse di impugnare ulteriormente la sentenza. Tuttavia al momento la sentenza è limitata agli stati del 5º Circuito di New Orleans, ma potrebbe facilmente essere recepita da altri giudici federali, inoltre se il governo non la ferma, dovrà comunque essere normata nei prossimi mesi. Resta il dubbio di come faranno a trovare i distillatori domestici che fanno bourbon in cantina.
In Italia distillare è ancora vietato

In Italia la distillazione domestica di alcol non è consentita senza specifiche autorizzazioni fiscali e doganali, perché produce alcol etilico soggetto ad accisa; per questo usare un alambicco in casa per fare grappa, whisky o brandy può comportare violazioni amministrative e persino penali.
Potete stare tranquilli perché invece è perfettamente legale fare quello che facciamo tutti, ovvero fermentare per uso personale bevande come birra, vino, idromele o sidro, così come preparare liquori per infusione o macerazione (come il limoncello o il nocino) usando alcol acquistato al supermercato, su cui le imposte sono già state pagate.