Stiamo appena iniziando a fare i conti con le conseguenze dei cambiamenti climatici, e il settore alimentare, GDO compresa, non può che essere un punto nevralgico. Un esempio particolarmente calzante viene dal Regno Unito, che si prepara ad affrontare una nuova ondata di calore, con le grandi catene di vendita al dettaglio stanno correndo ai ripari per adattarsi a un clima che cambia rapidamente. È il caso di Marks & Spencer, che durante l’assemblea annuale degli azionisti a Londra ha presentato una strategia specifica.
Nuove strategie contro il cambiamento climatico

Il calore record registrato a giugno, con picchi che hanno sfiorato i 38 gradi, ha messo a dura prova le infrastrutture esistenti. Stuart Machin, l’amministratore delegato del gruppo, ha ammesso apertamente le difficoltà incontrate durante i recenti picchi di temperatura: “Non c’è dubbio che abbiamo faticato nei nove giorni di calore estremo”. Un’ammissione che ha accompagnato l’annuncio di investimenti significativi in nuovi impianti di refrigerazione, inclusi modelli dotati di porte per mantenere meglio la temperatura, progettati per resistere fino a 45 gradi Celsius. La decisione nasce da una consapevolezza pragmatica: l’azienda sta infatti “ipotizzando che farà più caldo” nei prossimi anni.
La sfida non è solo tecnica ma riguarda anche la gestione della catena di approvvigionamento e della domanda. La richiesta di gelato, ad esempio, è stata così elevata da esaurire sei linee di prodotti, spingendo un fornitore ad assumere dieci collaboratori extra per cercare di tenere il passo. Marks & Spencer non è l’unica realtà in questa battaglia contro il termometro: Simon Roberts, amministratore delegato di Sainsbury’s, ha sottolineato come i loro team abbiano lavorato “ventiquattr’ore su ventiquattro” per garantire il funzionamento dei frigoriferi, con investimenti che ammontano a “centinaia di milioni di sterline” per aggiornare circa cento punti vendita.
Queste misure rispondono a un allarme lanciato dal Comitato per i Cambiamenti Climatici, secondo cui il Regno Unito è stato “costruito per un clima che non esiste più” e necessita di cambiamenti urgenti per sopravvivere al riscaldamento globale. Lo scorso mese è stato registrato il giorno di giugno più caldo di sempre con una temperatura massima provvisoria di 37,7 gradi, un valore si è avvicinato molto alla temperatura più alta mai registrata nel Regno Unito, pari a 40,3°C, rilevata nel 2022.
