Nestlé, Danone e Lactalis indagate: due neonati morti per il latte artificiale

La indagini sono ancora in corso, ma le polemiche sulla trasparenza e rapidità di risposta da parte delle multinazionali non mancano.

Nestlé, Danone e Lactalis indagate: due neonati morti per il latte artificiale

Le autorità francesi hanno aperto un’inchiesta sulla morte di due neonati che avrebbero consumato latte artificiale sottoposto a una campagna di richiamo a causa di una possibile contaminazione.
Il primo decesso è avvenuto nella città di Pessac, nel sud-ovest della Francia, dove il bambino era stato nutrito con latte in polvere Guigoz di Nestlé, mentre il secondo caso riguarda la città di Angers, sebbene per quest’ultimo il marchio specifico consumato non sia stato ancora confermato ufficialmente.

La situazione è certamente grave, ma il ministero della salute francese ha cercato di mantenere la prudenza dichiarando in una nota ufficiale: “Ad oggi, nessun legame causale è stato stabilito scientificamente”. Il ministero ha aggiunto inoltre che “ulteriori analisi sono in corso e questi casi sono oggetto di indagine da parte delle procure competenti”.

Un problema di rapidità e trasparenza da parte delle multinazionali

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La vicenda ha avuto origine all’inizio del mese, quando è emersa la notizia che diverse partite di latte artificiale potevano essere state contaminate da cereulide, una tossina prodotta dal Bacillus cereus che può causare nausea, vomito e danni epatici. La contaminazione è stata fatta risalire a un singolo fornitore cinese di olio ARA (acido arachidonico), un ingrediente fondamentale per le formule premium, utilizzato in una fabbrica olandese che riforniva i tre principali produttori mondiali: Nestlé, Danone e Lactalis.

Quello che era iniziato come un richiamo precauzionale si è trasformato in una crisi internazionale che ha coinvolto oltre 60 paesi e numerosi marchi come SMA, Beba, Guigoz, Alfamino e Picot, portando alla luce criticità nella tracciabilità e nei tempi di comunicazione delle grandi multinazionali alimentari. Le aziende coinvolte hanno rilasciato diverse dichiarazioni per chiarire la propria posizione e rassicurare i consumatori.

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Lactalis, che ha richiamato sei lotti del marchio Picot distribuiti in 18 paesi, ha dichiarato: “Appena ricevuta l’allerta, e parallelamente alla richiesta di analisi dal fornitore dell’ingrediente interessato, LNS (Lactalis Nutrition Santé) ha immediatamente avviato i test attraverso un laboratorio indipendente accreditato per valutare i prodotti potenzialmente interessati”. L’azienda ha inoltre aggiunto di comprendere che “questa informazione possa causare preoccupazione tra i genitori di bambini piccoli e che, in questa fase, non sono stati comunicati dalle autorità francesi reclami o segnalazioni relativi al consumo di questi prodotti”.

Anche Danone ha commentato la situazione sottolineando il rigore dei propri processi: “Tutti i nostri prodotti sono fabbricati in linea con rigorosi standard di sicurezza alimentare e qualità e sono sottoposti a test rigorosi prima di lasciare le nostre fabbriche”. Un portavoce della società ha aggiunto che “tutti i controlli confermano che i prodotti sono sicuri e pienamente conformi alle normative internazionali e locali e non sono state identificate irregolarità o deviazioni in relazione al Bacillus cereus e alle buone pratiche produttive”.

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Nonostante queste rassicurazioni, l’organizzazione di tutela dei consumatori FoodWatch ha mosso pesanti critiche sulla gestione dei tempi e Nicole van Gemert, direttrice di FoodWatch Paesi Bassi, ha sollevato dubbi sulla trasparenza. “Perché abbiamo scoperto solo a gennaio 2026 -si chiede van Gemert- che sessanta paesi sono stati infine colpiti dal richiamo del latte in polvere per neonati a causa della presenza di Bacillus cereus, quando a dicembre erano solo nove? Come spiega Nestlé, che dovrebbe garantire la tracciabilità immediata di prodotti sensibili per l’infanzia, la diffusione frammentaria delle informazioni e i richiami tardivi in molti paesi?”.

Nestlé, la prima azienda a segnalare il problema, ha espresso il proprio cordoglio per i recenti decessi attraverso un portavoce: “Siamo vicini a tutte le persone colpite ed esprimiamo le nostre più sincere condoglianze alle famiglie in lutto in questione. Come dichiarato dalle autorità francesi nelle loro comunicazioni pubbliche, in questa fase nulla indica alcun legame tra questi tragici eventi in questi due casi e il consumo dei nostri prodotti”.

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La società ha poi concluso: “Continuiamo a seguire gli sviluppi con la dovuta attenzione e restiamo a disposizione delle autorità, collaborando con completa trasparenza per fornire ogni chiarimento richiesto, come abbiamo fatto fin dall’inizio di questo richiamo”. Mentre le indagini proseguono, le autorità consigliano ai genitori di verificare attentamente i numeri di lotto e di rivolgersi ai medici in caso di sintomi insoliti nei neonati.