Il colosso multinazionale svizzero Nestlé sta procedendo con la vendita di una quota significativa della sua divisione acque, con un’operazione stimata intorno ai 5 miliardi di euro che include marchi celebri come San Pellegrino, Perrier e Acqua Panna: una mossa che rientra in una più ampia strategia di ristrutturazione volta a focalizzare le risorse su categorie a più alta crescita come il caffè, il petcare e la nutrizione.
I lavori erano già partiti all’inizio di quest’anno, e la cosa ha attirato l’interesse di diversi colossi del private equity: secondo recenti rapporti infatti, società come CD&R, KKR e PAI Partners sono già passate alla fase successiva delle offerte per l’acquisizione di una partecipazione del 50% nella divisione. Anche Platinum Equity e Blackstone avrebbero manifestato interesse per l’affare, che vede la banca d’affari Rothschild agire come consulente.
I grandi cambiamenti all’interno di Nestlé

Sotto la guida del CEO Philipp Navratil, subentrato a settembre, Nestlé sta mettendo in atto una trasformazione profonda. Navratil ha sottolineato l’importanza di questa evoluzione dichiarando: “La lunga storia della nostra azienda è definita dalla sua capacità di evolversi e adattarsi – qualità che ci hanno permesso di prosperare attraverso le generazioni e di creare valore condiviso”. In occasione dell’annuncio dei risultati del quarto trimestre del 2025, il CEO ha aggiunto: “Stiamo accelerando l’esecuzione con un’organizzazione più snella e orientata alle prestazioni, e la strada è tracciata per un miglioramento continuo nel 2026 e oltre”.
La decisione di separare l’attività delle acque, annunciata inizialmente alla fine del 2024, nasce anche da alcune difficoltà operative e reputazionali. Il marchio francese Perrier, ad esempio, è stato recentemente al centro di una controversia riguardante l’uso di trattamenti di disinfezione non autorizzati per le acque vendute come minerali sul mercato francese. Non solo: la divisione acque è stata spesso vista dagli investitori come un asset non fondamentale con margini inferiori rispetto ad altri settori premium del gruppo.
Oltre alla razionalizzazione del portafoglio, Nestlé sta investendo massicciamente nella digitalizzazione e nell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza. Anna Manz, Chief Financial Officer, ha spiegato l’approccio dell’azienda in questo ambito: “Stiamo utilizzando l’IA per comprendere meglio gli indicatori principali che guidano il nostro conto economico. In definitiva, l’IA agentica ci aiuterà a consigliare i nostri team sulle azioni da intraprendere per ottenere risultati migliori”.
Sulla stessa linea, Stephanie Pullings Hart, Chief Operations Officer, ha affermato: “Il nostro obiettivo sono operazioni end-to-end connesse digitalmente al 100% – orchestrando senza soluzione di continuità ogni fase della catena del valore, ottimizzando l’inventario, automatizzando i processi e garantendo la visibilità della catena di fornitura in tempo reale per decisioni più intelligenti e basate sui dati”.
Nonostante alcuni gravi intoppi, come il richiamo precauzionale di alcuni lotti di latte artificiale all’inizio del 2026 a causa di una contaminazione, la direzione del gruppo rimane ferma nel voler riposizionare Nestlé come leader del settore, e la trasformazione include anche l’efficientamento della produzione attraverso l’armonizzazione delle ricette. Stefan Palzer, Chief Technology Officer, ha dichiarato: “Stiamo sfruttando la nostra competenza in tutte le categorie per sviluppare un approccio globale alla specifica delle ricette e dei materiali. Completando questo con strumenti digitali, stiamo diventando più efficienti, garantendo al contempo sicurezza, conformità e preferenza”.
La vendita di una quota di San Pellegrino e degli altri marchi di acqua minerale segna dunque un passaggio cruciale per Nestlé, il cui obiettivo è diventare un’organizzazione più agile e focalizzata sui consumatori. David Rennie, responsabile delle Strategic Business Units, ha riassunto questa visione: “Dotiamo i team di marketing e vendita di strumenti digitali che aumentano la qualità, l’efficienza e l’efficacia – offrendo un miglior ritorno di investimento e consentendo una maggiore attenzione alla crescita dei nostri marchi e alla vittoria con i nostri consumatori e clienti”.

