La diffusione della moderna cultura del caffè di qualità vede nel caffè filtro uno dei suoi più importanti simboli: rappresenta per molti il primo passo di avvicinamento allo specialty quando si inizia ad allontanarsi dalla classica tazzina italiana, diventata all’opposto allegoria di caffè bruciati e frettolosi e di una tradizione reazionaria e poco interessata al prodotto.
Relativamente semplice da preparare e apprezzato anche dai non nerd, comincia a fare capolino anche nei bar generalisti, permettendo ai titolari di offrire un caffè dall’interessante valore aggiunto senza dover sfidare troppo la clientela con acidità o fruttati eccessivamente esotici, approcciando un pubblico trasversale e dando segno di ricerca e interesse verso la qualità. Noi ci auguriamo che la tendenza cresca, e da questo punto di vista c’è una buona notizia: una multinazionale come Nestlé vuole investirci molto.
Il caffè filtro Nescafé

Ad ispirare la multinazionale svizzera è stato il mercato giapponese, dove questa tendenza ha avuto origine per poi in tutta la regione Asia-Pacifico, influenzata dalla forte cultura del caffè nipponica. Jing Wen Foo, Senior Brand Manager di Nestlé Professional, ha dichiarato a FoodNavigator: “Quello che abbiamo visto più recentemente è un aumento della domanda di caffè filtrato rispetto al caffè in stile espresso, specialmente tra i consumatori che si considerano anche appassionati di caffè poiché il caffè filtrato offre molto più carattere e un sapore più chiaro dei chicchi”.
Sebbene l’espresso rimarrà un prodotto centrale, i consumatori più attenti cercano alternative per arricchire la propria routine: “L’espresso rimarrà ancora un prodotto centrale nel prossimo futuro per molti consumatori, ma coloro che sono un po’ più esperti e sintonizzati sulle tendenze cercano infusi filtrati al fine di completare le loro esperienze di caffè durante la settimana”.
Per rispondere a questa crescente domanda, Nestlé ha lanciato la macchina Nescafé Fusion 3, che integra una tecnologia specifica per il caffè filtrato: “La principale differenza tra un’infusione espresso e un’infusione filtrata è che la prima utilizza alta pressione e temperatura per estrarre gli oli e gli aromi del caffè e tutto il resto, mentre la seconda utilizza invece una delicata estrazione a gravità invece della pressione per produrre una tazza più morbida e leggera simile al caffè filtrato versato a mano”. Anche la macinatura varia tra i due metodi: “Entrambi ovviamente macineranno i chicchi, ma per il caffè filtrato i chicchi sono macinati in modo leggermente più grossolano rispetto alla finezza del caffè espresso”.
La velocità è un fattore cruciale per il successo di questa tecnologia, permettendo di ottenere un caffè filtrato in meno di un minuto: “La praticità e la velocità sono attributi molto importanti per attrarre i consumatori di oggi, e questa tecnologia consente ai consumatori l’accesso a una tazza di caffè filtrato in meno di un minuto rispetto ai 10 o più minuti richiesti dal tradizionale versamento a mano”.
Questo prodotto, per ora, è disponibile solo per il settore commerciale, e l’obiettivo non ci sfugge: cavalcare un trend specialty per acquisire punti di autorevolezza, è il concetto di “crafty” che abbiamo già affrontato sia per le birre artigianali che per il gelato.
Non solo, Nestlé sta cercando di recuperare punti di pubbliche relazioni dopo un passato di controversie proprio nella filiera del caffè: di recente ha già messo in atto un piano per migliorare le condizioni dei lavoratori, col caffè filtro punta sulla sostenibilità: la nuova macchina viene infatti prodotta in fabbriche alimentate interamente da energia eolica, utilizza plastica riciclata e garantisce un risparmio energetico del 60% nel lungo periodo. A supporto di questo impegno, l’azienda ha lanciato i chicchi NESCAFÉ Superiore, un prodotto 100% Arabica certificato da Rainforest Alliance.

