di Nunzia Clemente 10 Novembre 2016
alfredo 100 new york

Fino all’altro giorno Alfredo 100, sulla 54esima strada a New York, a pochi isolati dalla Trump Tower, era un ristorante italiano frequentato da un uomo molto ricco, che ne gradiva le specialità: pappardelle, mozzarella e pomodoro, salumi e formaggi tipici regionali, ossobuco alla milanese. Tutto annaffiato da abbondanti vini tricolore e con il tiramisù come dolce.

Ma le cose cambiano, oggi quello che era semplicemente un ristorante italiano, nato sulle fondamenta del noto Da Bice, è diventato il ristorante frequentato dall’uomo più potente del mondo, cioè il neo-eletto Presidente degli Stati Uniti, il repubblicano Donald Trump (lo so: you can’t always get what you want).

Notoriamente frequentato da sostenitori repubblicani, Alfredo 100 si trova all’angolo con Wall Street.

La proprietaria, una solare trentenne biellese che si chiama Ilaria Coletto, ha raccontato a La Stampa che Trump, quando è libero dagli obblighi della campagna elettorale, frequenta il ristorante almeno una volta a settimana.

alfredo 100 interni

Metodico, arriva sempre alla stessa ora –le 18 della domenica– e preferisce un grande tavolo rotondo dove si accomoda con la moglie Melania e con i figli. Finita la cena paga con carta di credito lasciando una mancia generosa, superiore al 20% rispetto allo scontrino.

 

 

 

 

Trump non disdegna affatto il piatto simbolo riecheggiato fin dal nome del ristorante, le mitiche fettuccine Alfredo. Quelle che, sebbene la storia narri di una loro origine romana e diversi postacci della capitale ne rivendichino la proprietà, nessuna e ribadisco NESSUNA famiglia italiana si è mai sognata di preparare.

donald trump

fettuccine alfredo

Lo chef James Henderson, che pare annoveri discendenze napoletane, le cucina con burro e Parmesan cheese abbondanti.

Conosce e apprezza anche porchetta, bruschette e fontina dalla Valle d’Aosta, e formaggio al tartufo piemontese. Tra i vini non disdegna il Gattinara delle cantine Travaglini.

tornasse da Presidente degli Stati Uniti

Nel ristorante italiano si sono già organizzati casomai Trump ci tornasse da Presidente degli Stati.

Prepareremo i festeggiamenti, ha spiegato Ilaria Coletto, magari un classico dolce piemontese come il bunet“, e alla fine la confessione: “Spero tanto in una Cena alla Casa Bianca. Vorrei cucinare per il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America“.

[Crediti | Link: La Stampa]