di Marco Locatelli 3 Aprile 2020

Parole forti da parte di Nicola Gratteri, Procuratore Capo di Catanzaro ospite a Otto e Mezzo su La7 condotto dalla giornalista Lilli Gruber, che preannuncia uno scenario preoccupante per la ristorazione del sud Italia nel post-coronavirus, perlomeno per quanto riguarda le attività che usciranno dalla crisi sanitaria con maggiori difficoltà economiche.

“Bisogna considerare che il mondo dell’agricoltura, ristorazione ed edilizia è pieno di operai in nero, pagati 30 euro al giorno. E non da un anno o due, da generazioni. Oggi all’improvviso questo ‘giocattolo’ si è rotto, e quindi la gente che non ha più questi 30 euro al giorno ha veramente bisogno di aiuto”, esordisce Gratteri.

E alla domanda se gli aiuti dello Stato (come il bonus spesa) saranno sufficienti il Procuratore capo spiega: “Il governo ha stabilito che i soldi vengano distribuiti dai Comuni. Io ho chiesto che li cedessero alle forze dell’ordine perché – prosegue Gratteri – non vorrei che un sindaco faccendiere o ‘ndranghetista facesse la sua lista (di beneficiari degli aiuti ndr), e quindi invece dei poveri metta amici ed elettori a danno a chi ne ha veramente bisogno. Il pericolo è che il capomafia si presenti come benefattore”.

Altro aspetto attenzionato dal Procuratore Capo calabrese è l’usura, che potrebbe mettere in difficoltà diverse attività con problemi economici, tra queste anche i ristoranti. “Le attività che apriranno per ultime sono ristoranti, alberghi, cinema e teatri che potrebbero chiedere soldi ad un usuraio ‘ndranghetista che gli offre un prestito con interessi più bassi rispetto ad una banca, ma che poi ha come obiettivo rilevare l’attività per mettere un prestanome e fare riciclaggio. Perderemo pezzi di controllo del territorio perché la Ndrangheta arriverà prima dello stato”.