La notizia è arrivata di sorpresa, sui social, e ha colto di sorpresa veramente tutti: la mitica creatura gourmet dei fratelli Riccardo e Giancarlo Camanini, il ristorante Lido 84, chiude i battenti dopo 12 anni e dopo innumerevoli riconoscimenti e successi che l’hanno portato ad essere uno dei ristoranti italiani più apprezzati del mondo, grazie soprattutto al supporto di 50 Best che l’ha sempre salutato come migliore dei nostri, e con buona pace della Michelin, che l’ha relegato ad una striminzita singola stella, scatenando ogni anno le ire di un’affezionatissima tifoseria.
Da parte loro i Camanini hanno mantenuto il loro caratteristico aplomb, comunicando con garbo la notizia, ma mantenendo un’elegante riservatezza che sta dando adito a curiosità e speculazioni, lasciando il più fitto mistero sulle ragioni di una scelta tanto drastica.
Un contratto di locazione appena rinnovato

Al netto della cucina, di lampante chiarezza autoriale, e in grado di dare vita tanto a nuovi classici moderni quanto a percorsi sempre rinnovati, gran parte del fascino del Lido 84 stava nella sua struttura. Ogni gourmet che possa definirsi tale ha almeno uno struggente ricordo ambientato su questo lungolago di Gardone Riviera, e vista l’importanza che la location ricopriva nell’iconografia dei Camanini, il primo sospetto di molti è andato lì. Problemi con l’affittuario, mancati rinnovi, beghe burocratiche che potrebbero aver portato alla fine dell’avventura.
Parlando direttamente col proprietario dei muri, in questo caso lo stesso Comune di Gardone che abbiamo contattato telefonicamente, questa evenienza è da escludere: il 31 dicembre 2025 scadeva il contratto di locazione con formula 6+6 che è stato rinnovato automaticamente.
Tolta una variabile, il mistero si infittisce ulteriormente. Il ristorante riaprirà domenica 15 dopo una chiusura invernale e resterà aperto solo 5 settimane prima di chiudere definitivamente i battenti (ovviamente le date sono tutte sold out, nel caso vi fosse venuto in mente di prenotare un ultimo pranzo), e la sensazione che questa chiusura sia fin troppo repentina resta.
Se ci fossero problemi personali è molto probabile non lo sapremo mai, visto il garbato riserbo che è nella cifra stilistica dei Camanini, resta quindi il sospetto -e l’aupsicio- che ci sia in ballo qualcosa di grosso, per cui potesse valere la pena abbandonare una di quelle strutture che hanno fatto la storia della gastronomia italiana contemporanea. Visto il trascorso e conoscendo il gusto dei fratelli c’è da aspettarsi qualcosa di fantasmagorico e, magari, sarà la volta buona che la seconda stella arriva.
