di Marco Locatelli 4 Febbraio 2020
nocciole piemonte igp

Un no secco e perentorio a Ferrero da parte del Consorzio di valorizzazione e tutela della nocciola di Calabria di Torre di Ruggiero. Il motivo? Il consorzio vuole puntare su qualità e ricaduta occupazionale sul territorio, cosa impossibile con la multinazionale della Nutella secondo il presidente Giuseppe Rotiroti.

“La Ferrero in Calabria? La nostra produzione di nocciole è incompatibile con una logica globalizzata – spiega Rotiroti a Il Sole 24 Ore – Siamo stati contattati dalla Ferrero che si apprestava a lanciare il progetto Nocciola Italia e già tre anni fa abbiamo risposto no. […] Per gli obiettivi della Ferrero – prosegue Rotiroti – di fatto non basterebbe l’intero territorio vocato alla produzione e ricompreso tra i Comuni di Cardinale, Torre di Ruggiero e Simbario. Il progetto della multinazionale richiederebbe grandi distese e una qualità ridotta, a fronte di una quantità che sarebbe invece enormemente superiore”.

Uno dei temi principali su cui Consorzio e Ferrero non si trovano in accordo e la ricaduta occupazionale: secondo Rotiroti, le nocciole calabresi verrebbero poi trasformate fuori quindi senza creare posti di lavoro in un territorio, la Calabria, dove la disoccupazione giovanile è oltre il 50%. Qualità e territorio è invece un imperativo per il Consorzio, che ha “deciso di puntare sul piccolo imprenditore che intende diventare grande attraverso la qualità”.

Arriva poi un appello al Ministro Bellanova dal Consorzio: “la convocazione di un tavolo nazionale per le nocciole e condividiamo le valutazioni espresse del presidente dell’Associazione nazionale città della nocciola, Rosario d’Accunto, secondo cui la corilicoltura non può e non deve essere abbandonata alle scelte delle multinazionali”. Ad oggi una nocciola su tre viene acquistata da Ferrero, che da tempo vuole espandere la sua rete di fornitura italiana.