Nutri-Score: possibile alleanza Italia-Francia contro l’etichettatura dei cibi

La Francia forse fa un passo indietro sull'approvazione dell'etichetta Nutri-Score e diventa una potenziale alleata dell'Italia.

Nutri-Score

È davvero possibile un’alleanza Francia-Italia contro l’etichetta Nutri-Score, che diventare obbligatoria entro il 2022 per indicare la salubrità dei cibi in maniera semplice (e spesso semplicistica)? Forse sì.

Se in Italia il Nutri-Score ha destato immediatamente forti dubbi e polemiche, ora anche la Francia si accorge che molti dei suoi prodotti tipici ne potrebbero venire penalizzati, anche a favore di alimenti più industriali. E stando a quanto annuncia il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, i vicini d’Oltralpe sembrano essere diventati un possibile alleato nella nostra battaglia contro il Nutri-Score. “La Francia potrebbe fare un passo indietro rispetto al Nutriscore”, ha affermato il ministro Patuanelli all’inaugurazione delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona.

Nutri-Score etichetta a semaforo

“Nell’interlocuzione avuta ieri tra il presidente del Consiglio Draghi e il presidente Macron, il tema è stato affrontato e approfondiremo nei prossimi giorni questo elemento, ma sembra abbastanza evidente che anche la Francia stia retrocedendo da quell’idea malsana di dare un colore al cibo e di etichettarlo per buono o cattivo senza un metodo scientifico reale”, ha aggiunto.

Secondo la Coldiretti, a unire i due paesi sarebbe stata a lotta all’agropirateria internazionale che colpisce i prodotti simbolo del made in Italy dal parmigiano al prosecco, dal provolone al pecorino romano, dal salame alla mortadella ma anche quelli della Francia come Champagne, Beaujolais, Bordeaux, Cognac e tra i formaggi il Brie e il Camembert.