di Luca Iaccarino 9 Maggio 2017
Gelati

Oggi il Former President degli Stati Uniti Barack Obama sarà ospite di Seeds&Chips, a Milano: alla manifestazione dedicata al futuro del cibo terrà uno speech –come dicono gli ammeregani– e per ascoltarlo bisognerà sborsare la non irrilevante cifra di 850 euro (tutti però rigorosamente destinati a opere pie tramite la sua fondazione).

Di quel che dirà, parleremo nei prossimi giorni, ora vorrei concentrarmi sul suo ieri.

In particolar modo sulla cena molto vip cui ha partecipato.

Barack è stato invitato a Palazzo Clerici (intitolato naturalmente ad Antonella) e s’è comodamente seduto a una tavolata occupata da 17 astanti (i Former President non sono superstiziosi, o forse sì: negli USA il 17 porta fortuna).

Attorno a lui, gente simpaticissima come Emma Marcegaglia o Tronchetti Provera, John Elkann o Matteo Renzi, Diego della Valle o Mario Monti, fino al sempre spassosissimo Sergio Marchionne.

Insomma: da spaccarsi di risate.

Meno male che a cucinare c’erano i fratelli Cerea del ristorante Da Vittorio a Brusaporto, tre stelle Michelin, che gli hanno servito, stando alle cronache, “lecca lecca al parmigiano, cannoli salati, gnocchi e tartufi, alette di vitello (? Nda)”.

Cos’abbia bevuto, lo potete sapere cliccando il link.

Ma nonostante la spiritosa compagnia e la cucina siderale, Obama, ieri, non ha avuto ciò che avrebbe voluto.

Nel pomeriggio ha provato in tutti i modi a ottenere una cosa sola. L’ha cercata. L’ha inseguita. L’ha agognata.

Ma niente da fare: la sicurezza glie l’ha proibita. Gli ha proibito, mentre era a spasso per Milano, di prendersi un gelato.

Capite? Un gelato. Obama voleva semplicemente un gelato. Una cosa che ognuno di noi, poveri mortali, avrebbe facilmente comprata.

Sembra una favoletta morale.

Come il potente Cittadino Kane che in “Quarto potere”, in punto di morte, nomina il suo slittino da fanciullo.

Il mondo è fatto così: si desidera sempre ciò che non si può avere: Obama vuole un gelato ma la sicurezza glie lo impedisce; noi vorremmo andare da Vittorio, ma l’insicurezza (delle nostre finanze) ce lo proibisce.

L’unica cosa che probabilmente nessuno vuole davvero, è finire a cena con Luca Cordero di Montezemolo.