Obesità: gli Usa si chiedono se sia aggravante per il Coronavirus

Le persone che soffrono di obesità “hanno una minore riserva polmonare”: e se questo contribuisse ad aggravare il Coronavirus?

Obesità: gli Usa si chiedono se sia aggravante per il Coronavirus

Gli Stati Uniti si domandano se e come l’obesità – piaga sanitaria che da sempre preoccupa gli USA – abbia una correlazione come aggravante per il Coronavirus. Con oltre un milione di casi confermati, gli USA guidano al momento la triste classifica mondiale sui contagiati dalla pandemia, e medici e professionisti stanno lavorando per capire come contenere l’ondata di casi infettati dal Covid-19.

Una delle variabili prese in esame dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) del Paese è proprio quella dell’obesità grave, contro cui si punta il dito. La comunità medica, infatti, considera la popolazione con un indice di massa corporea superiore a 40 come uno dei gruppi più “a rischio di complicanze” per il Coronavirus. “Sospetto che questo sia il tallone d’Achille sulla situazione americana del Covid-19, e possa causare tassi di morbilità e mortalità più elevati rispetto ad altre zone”, ha detto a Fox News il dottor Jennifer Lighter, epidemiologo dell’ospedale della New York University.

“Per gli individui patologicamente obesi”, ha spiegato il medico, “la mortalità in caso di infezione da Covid-19 è tre volte più elevata rispetto agli individui non obesi”. I risultati di un primo studio condotto dall’ospedale sul tema sono stati pubblicati questo mese, e spiegano che il fattore aggravante dell’obesità potrebbe essere causato dal fatto che le persone che ne soffrono “hanno una minore riserva polmonare”.

[Fonte: Fox News]