Olanda, le anguille rischiano l’estinzione: i pescatori le aiutano a migrare

Le anguille non riescono a superare le dighe, e rimangono bloccate nei corsi d'acqua inquinati: dall'Olanda ecco la soluzione per aiutarle.

anguilla

Le anguille rischiano l’estinzione, e non si tratta certo di una notizia dell’ultima ora: la crisi che ha portato a perdere il 90% della loro popolazione è infatti iniziata negli ’80, e si è declinata in diversi modi, come la pesca industriale o il cambiamento climatico. E in Olanda, a causa delle numerose dighe, non riescono a migrare allontanandosi dai fiumi più inquinati per giungere in luoghi più sicuri.

anguille

Come infatti spiega Eric Feunteun, professore di ecologia marina al Mnhn-Dinard, gli animali in questione necessitano di migrare e vivere in un flusso d’acqua che offre un “continuum fluviale dalla sorgente al mare”. E nessun problema se il letto del fiume si alza o se la corrente è troppo forte, ma le dighe rappresentano un ostacolo chiaramente insormontabile. Nasce così il progetto ‘Eel the dyke’, che invita i pescatori olandesi a catturare le anguille fuori stagione per poi rilasciarle dall’altra parte della diga, dove possono continuare il proprio cammino (o forse sarebbe più appropriato dire nuotata) verso il mare.

L’idea potrebbe sembrare banale, ma in realtà il lavoro dei pescatori è finanziato dalla Fondazione olandese di commercianti di anguille, agricoltori e pescatori e dall’industria idroelettrica, e in base ai dati della Fondazione le catture rilasciate sono aumentate di quasi sei volte dal 2013. Il problema delle anguille riguarda tuttavia anche il resto dell’Europa, tanto che nel 2018 la Commissione generale per la pesca del Mediterraneo (Cgpm) ha imposto un fermo pesca di tre mesi nel periodo di migrazione e l’introduzione di zone di restrizione alla pesca per una protezione aggiuntiva.