di Marco Locatelli 2 Febbraio 2021
ortofrutta

Infiltrazioni mafiose viziano il settore dell’ortofrutta: già sottopagata agli agricoltori, ma con prezzi che arrivano a triplicare dal campo alla tavola anche per effetto della malavita che soffoca l’imprenditoria onesta e distrugge la concorrenza e il libero mercato.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le significative infiltrazioni di Cosa nostra e della Stidda nelle attività economiche confermate dall’operazione antimafia del Ros ad Agrigento e Trapani e che hanno evidenziato la gestione delle mediazione commerciali per la vendita di uva e di altri prodotti ortofrutticoli che rendeva il 3% sulle transazioni per milioni di euro.

“Così facendo la criminalità non solo si appropria di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – sottolinea la Coldiretti – compromette la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy”.

“Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolosa la criminalità nell’agroalimentare che per questo va perseguite con la revisione delle leggi sui reati alimentari elaborata da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio agromafie promosso dalla Coldiretti per introdurre nuovi sistemi di indagine e un aggiornamento delle norme penali”.