Ozempic è per sempre (se lo usi per dimagrire)

L'effetto Ozempic è rivoluzionario, ma il rischio una volta iniziato è quello di non riuscire a smettere, pena ingrassare di nuovo e peggio.

Ozempic è per sempre (se lo usi per dimagrire)

Una volta si diceva dei diamanti. Adesso il per sempre, almeno secondo i più recenti studi, sembra sia appannaggio di Ozempic. Il farmaco a base semaglutide, normalmente riservato ai diabetici, da qualche anno spopola come dimagrante. L’inghippo sta proprio qui: chi ne fa uso per perdere i chili di troppo rischia di dover rimanere in cura a vita. Ricerca dopo ricerca infatti conferma che smettere è un rischio: i chili tornano e anche peggio di prima.

Un’arma a doppio taglio

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La comunità scientifica concorda su una cosa: Ozempic è un farmaco rivoluzionario. I suoi benefici, dal diabete all’obesità, sono innegabili. Controllo dei livelli di glicemia, riduzione delle patologie legate a cuore e fegato, miglioramento nella funzionalità dei reni. E poi c’è anche quella postilla lì, quella che torna utile a chi ha bisogno di perdere peso, o che semplicemente vuole sbarazzarsi di inestetici chili di troppo. Un’iniezione e puff, ti sparisce la fame.

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Chi per motivi diversi dal diabete di tipo 2 prende Ozempic et similia (Wegovy, Saxenda, Mounjaro) è convinto che la cura sia temporanea. In teoria è così: Ozempic non crea dipendenza, né è fatto per l’utilizzo duraturo. Però c’è un però, che poi sarebbe la dura verità rispetto al suo effetto dimagrante. Pare infatti che la perdita di peso ed eventualmente la sua stabilizzazione siano garantite soltanto nel corso dell’amministrazione della cura. Una volta smesso, l’effetto scompare velocemente. E il rischio è quello di tornare come e peggio di prima.

Effetto boomerang

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Non è vero nella totalità dei casi, ma ricerca dopo ricerca dimostra che l’incidenza vale nella stragrande maggioranza. Soprattutto in presenza di grave obesità, smettere Ozempic non è un’opzione se si vuole rimanere all’interno di un IMC accettabile e sicuro. L’effetto iniziale del farmaco è simile a quello delle diete drastiche che promettono tanto e poi non mantengono. La fame, una volta esaurita la magica sospensione del semaglutide, torna. E spesso torna prepotente, caratterizzata da tutti gli sgarri e stravizi a cui si è rinunciato per troppo tempo.

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Inoltre, perdere tantissimi chili nel giro di poco tempo rallenta il metabolismo. Il ciclo è crudelmente vizioso: torna l’appetito, si mangia male e voracemente, e si rimette su tutto. E in molti casi i chili in più sono di grasso, visto che durante il trattamento si perde tono muscolare e massa magra. Uscirne puliti è davvero difficile. Ci vuole forza di volontà e soprattutto abbinamento ferreo di attività fisica e regime dietetico, possibilmente già mentre si sta prendendo Ozempic.

Nei casi (che poi sono i più comuni) di obesità grave, tutto questo non è sempre possibile. Oltre alle difficoltà fisiche, c’è spesso mancanza di educazione alimentare e accessibilità limitata a cibo fresco, integrale e nutriente. Negli Stati Uniti il paradosso Ozempic è più chiaro che mai: c’è chi smette perché non se lo può permettere o perché l’assicurazione non glielo passa più, e in poco tempo si ritrova da capo a dodici. C’è chi non smette proprio per non incappare nel rischio di ingrassare di nuovo, e che allo stesso tempo si chiede se non sia un rischio più grande curarsi a vita. Resta il dilemma: meglio fermarsi, continuare o non iniziare proprio?