di Manuela 25 Agosto 2020
scaffali libri

Andiamo a Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze: qui un bar ha deciso di eliminare le slot machine e di sistemare al loro posto degli scaffali di libri. Tutto per aiutare la gente che si stava rovinando giocando con queste macchinette.

Lorenzo Naldoni, 31 anni, è il nuovo titolare del Bar Gentilini. Naldoni ha rilevato da poco l’attività dello zio, ma ha subito deciso di fare un cambiamento drastico: via le macchinette elettroniche. Naldoni ha spiegato che per lui la ludopatia è una malattia grave e pericolosa, che danneggia le persone e le famiglie. Non voleva essere complice di un sistema che porta le persone a buttare tutto lo stipendio nei videopoker.

Naldoni ha ricordato che molti avventori arrivavano al bar solo per giocare, sembravano quasi dei drogati: prendevano una birra, si piazzavano davanti alle macchinette e qui ci passavano ore. Quando poi finivano i soldi, si facevano tenere il posto da un amico per evitare che qualcun altro si inserisse, andavano al bancomat e prendevano altri soldi per giocare.

Il gestore ricorda di aver visto persone perdere anche 500 euro al giorno, qualcuno è arrivato anche a perdere la casa. Per tutti questi motivi, ha scelto di non essere più complice della cosa: non giudica queste persone, ma si dispiace per loro perché è una malattia brutta, anche molto diffusa.

Tuttavia non poteva certo lasciare vuota la sala delle slot machine e così ha avuto una bella idea: al posto delle macchinette Lorenzo ha installato una serie si scaffali di libri, ricreando una piccola biblioteca. Ma non solo: ci sono anche dei giochi di società. L’iniziativa è piaciuta: c’è chi prende un caffè e un libro, legge per un po’, poi mette il segnalibro e va via, salvo tornare il giorno dopo e riprendere da dove è interrotto. C’è anche chi preferisce portarsi a casa i libri, leggerli e poi riportarli.

Ovviamente c’è qualche cliente che non si è più visto: erano quelli che venivano solo per giocare. Inoltre Lorenzo ha rinunciato a un discreto ricavo, ma con la sua coscienza ora è a posto: sa di star facendo la cosa giusta.

Ricordiamo che anche a Trento i bar hanno detto addio alle slot machine.