di Valentina Dirindin 30 Giugno 2020
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A Palermo si concludono con undici fermi le indagini su un clan della mafia, che faceva affari anche con carne e birra. L’accusa è associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento.

L’operazione “Alastra”, condotta dai Carabinieri  del Comando provinciale di Palermo, ha evidenziato il ruolo di Giuseppe Farinella, figlio di Domenico Farinella, boss di Cosa nostra, che era detenuto nel carcere di Voghera in regime di massima sicurezza. Le indagini parlano di un’attività estorsiva esercitata dai clan mafiosi per mantenere il controllo del territorio. Per esempio, le indagini raccontano di vittime a cui era imposto di pagare il pizzo, o anche di acquistare forniture di carne in una specifica macelleria, quella di Finale di Pollina gestita da Giuseppe Scialabba, braccio destro di Giuseppe Farinella.

Un’altra situazione su cui i boss mafiosi avevano imposto i loro interessi era anche l’Oktoberfest, la festa della birra di Finale di Pollina. Il clan, pare da quello che emerge dalle indagini, aveva impedito la partecipazione alla sagra del paese di un commerciante che non era in regola con le imposizioni impartitegli. Questo commerciante “disobbediente”, una volta provato a partecipare all’Oktoberfest, si era ritrovato poi lo stand devastato, in un vero e proprio raid punitivo.

[Fonte: Rai News]