di Marco Locatelli 26 Febbraio 2021
pane

Pane e biscotti sono sempre più protagonisti anche per quanto riguarda i claim, dal chiacchieratissimo “senza olio di palma” al “free from” passando per l’integrale.

Dall’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino, che analizza i dati raccolti
nell’anno terminante a giugno 2020, emerge il successo di alcuni claim di particolare interesse per il comparto del bakery. Non fritto, senza uova e senza lievito, nel mondo free from; prodotti integrali e fonte di fibre, per quanto riguarda il campo del rich-in; avena e semi, infine, tra i numerosi super-ingredienti presi in considerazione dallo studio.

Dopo alcuni anni di stabilità, si rileva una domanda in crescita per prodotti “senza”. Un trend che evidenzia il rinnovato interesse del consumatore per il free from e che traina l’aumento delle vendite dei prodotti di questo paniere (+2,2%). Dei 17 claim rilevati dall’Osservatorio, solo cinque hanno registrato vendite in calo, mentre i rimanenti 12 hanno registrato performance positive. Tra questi il ‘senza olio di palma’, cresce a sell-out del +1,4 per cento. A contribuire positivamente a questo andamento troviamo, tra gli altri, prodotti di pasticceria, panini, biscotti integrali e tradizionali. Al contrario, snack dolci e merendine palm free mostrano trend in contrazione.

I biscotti tradizionali sono anche tra i prodotti che sostengono le performance del claim ‘pochi grassi’, ritornate positive (+0,7%) dopo due anni di risultati con segno meno. I biscotti salutistici, invece, insieme agli snack ai cereali senza glutine, figurano tra gli alimenti che hanno contribuito al trend positivo del sell-out dei prodotti ‘senza uova’, che nell’ultimo anno hanno visto un aumento delle vendite del +2,0 per cento.

Due diciture emergenti nel mondo del senza sono poi il ‘non fritto’, che ha visto crescere le vendite a valore del +8,7%, grazie soprattutto agli estrusi; e il ‘senza lievito’, le cui vendite crescono del +2% in virtù delle performance di farine, sostitutivi del pane e panetti croccanti.

In calo, invece, la domanda di merendine e biscotti salutistici con il claim ‘senza grassi saturi’ o ‘a ridotto contenuto di grassi saturi’, che contribuiscono alla diminuzione (-2,5%) della richiesta complessiva di prodotti riportanti queste diciture. Per quanto riguarda invece il ‘senza grassi idrogenati’ che complessivamente ha visto un calo del -0,1% a valore, l’Osservatorio rileva un calo delle vendite di prodotti di pasticceria riportanti questo claim.

Molto positive le performance dei prodotti che riportano sulla confezione claim che fanno riferimento alla presenza di componenti nutrizionali positivi, ovvero i cosiddetti prodotti rich-in, che nell’a.t. a giugno 2020 hanno generato un fatturato di oltre 3,2 miliardi di euro, in crescita del +4,2 per cento. Tra le dichiarazioni in etichetta più diffuse troviamo ‘fibre’, che conferma una crescita del +5,2%, in linea con il trend dei 12 mesi precedenti, dettata soprattutto dall’aumento della domanda. A contribuire a questa performance troviamo il sell-out di diversi prodotti dell’area bakery: biscotti integrali e tradizionali, fette biscottate e cracker.

La domanda di farine, cracker, biscotti integrali e multicereali ha avuto invece un ruolo importante nel sostenere la crescita del claim ‘integrale’: le vendite di prodotti con questa dicitura hanno visto aumentare le vendite del +2,5%, trend positivo, anche se decisamente inferiore rispetto alle performance dell’anno precedente, che avevano raggiunto il +6,8 per cento.

Le fette biscottate che hanno segnalato in etichetta il loro valore proteico, invece, sono state tra i prodotti che hanno registrato le migliori performance tra quelli riportanti il claim ‘proteine’, che secondo lo studio, è quello che ha registrato la performance più significativa dell’ultimo anno. Accomuna infatti il 2,9% dei prodotti rilevati e rappresenta il 3,4% delle vendite a valore, in crescita del +10,2 per cento.

Infine, i biscotti integrali e multicereali che dichiarano in etichetta di essere fonte di magnesio e zinco, hanno registrato buoni risultati.

L’Osservatorio Immagino monitora 27 tra prodotti e ingredienti benefici, aggregati in sei macro-famiglie: superfruit, supercereali e farine, dolcificanti, semi, spezie e superfood. Un paniere complessivamente in crescita (+1,7%), dove la categoria dei supercereali e farine – seconda per importanza – registra un trend leggermente positivo (+0,5%). Tra gli ingredienti di questo gruppo troviamo l’avena. Negli ultimi 12 mesi i prodotti che evidenziano questo ingrediente hanno registrato un incremento di sell-out del +6,4% e tra le categorie che confermano questa crescita troviamo i cereali per la prima colazione. I prodotti a base di farro, invece, perdono il -3,4% a causa del calo delle vendite di biscotti, merendine, panetti croccanti e snack dolci; mentre quelli con kamut perdono il -4,9%, in particolare per la contrazione di panetti croccanti e grissini. Cresce, infine, il sell-out dei prodotti con farina di riso (+0,9%), grazie all’aumento delle vendite della farina stessa e delle merendine che la contengono, che hanno compensato la diminuzione nell’ambito dei panificati gluten free.

Sorprendono, invece, le perfomance dei prodotti con semi. I più dinamici sono i semi di zucca: i prodotti che li contengono hanno visto crescere le vendite complessivamente del +42,6%, grazie anche al contributo delle fette biscottate. Queste ultime, insieme ai cracker, hanno spinto la crescita dei prodotti con semi di lino (+13,5%), mentre panini e cracker hanno guidato quella dei prodotti con semi di sesamo che sono avanzate del +33,8 per cento. Basi per pasta sfoglia, biscotti integrali, biscotti salutistici e cracker salutistici hanno trainato, infine, l’espansione del +22,2% delle vendite di alimenti con semi di chia.

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