di Chiara Cajelli 27 Giugno 2019
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Cna Agroalimentare già segnala questa cosa da un po’, e finalmente è uscita una legge che vieta, per il pane precotto distribuito nei supermercati, la dicitura pane fresco sulle etichette. La legge è entrata in vigore nelle Marche.

L’unico pan in vendita che potrà essere definito fresco, d’ora in avanti sarà quello la cui lavorazione è stata seguita dall’inizio: i panificatori artigiani della zona si sono fatti sentire nei mesi scorsi, e Cna Agroalimentari ha spinto la questione fino al suddetto verdetto. Dichiara: “i consumatori sono sempre più ingannati dai richiami della grande distribuzione che mette in vendita, sotto la dicitura “pane fresco”, del pane che in realtà in origine è surgelato (e magari proveniente dall’estero), che viene solo cotto dai centri vendita della media e grande distribuzione. Per CNA Agroalimentare di Pesaro e Urbino si tratta di una sorta di “raggiro”. Sul fenomeno basta guardare ai dati. Da qualche tempo, la produzione di pane del Paese dell’Est (in particolare della Romania), è salita a 4 milioni di chili. Una buona parte la mangiamo noi.”

Ora le Marche sono tutelate, ma non vale per tutte le altre regioni nostrane. Continuano: “Necessario arrivare rapidamente a un quadro normativo coerente e uniforme su tutto il territorio nazionale, per superare l’attuale frammentazione regionale, causa ed effetto insieme di disposizioni regionali non omogenee. Questa disomogeneità non permette di stabilire criteri univoci sulla denominazione di pane fresco, generando confusione. Una confusione che favorisce la concorrenza sleale a discapito dei produttori artigianali di qualità, permette di ingannare i consumatori e danneggia l’intera filiera produttiva nazionale”.

Fonte: viverepesaro.it