Il Panettone secondo Caracciolo: a Napoli con Iginio Massari

Si profila una sfida all’ultimo panettone. La kermesse Il Panettone Secondo Caracciolo, in programma il prossimo 18 novembre a Napoli, avrà un presidente di giuria di quelli tosti: Iginio Massari.

La manifestazione, organizzata in tandem da Levitus Italia e dal blog gastronomico Chezmoibyfausto.it, si terrà nel prestigioso Palazzo Caracciolo by Sofitel, una lussuosa dimora seicentesca che è spesso sede di eventi gastronomici di settore e aperti al pubblico.

Perché il panettone e perché a Napoli?

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L’incontro è tra due simboli: uno è il Panettone, perché da tempo non più relegato a mero dolce stagionale, icina di una intera Penisola nel mondo; l’altro è Napoli, la città italiana che più sta investendo sul binomio di turismo e innovazione. E sull’alta cucina, aggiungiamo noi.

L’eleganza e la raffinatezza di un dolce senza confine si racchiudono e si espandono allo stesso tempo nella pancia partenopea, che è riuscita a raccogliere molti grandi nomi della pasticceria nazionale.

Come si svolge?

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Due le prove di abbinamento a cui saranno sottoposti i panettoni artigianali preparati dai maestri presenti: la prima, con un vino locale, la seconda con un vino selezionato dai giudici.

E’ prevista anche una gara tra foodblogger (le pre-selezioni sono già avvenute) organizzata dalla direzione di Palazzo Caracciolo. Saranno cinque i panettoni ‘amatoriali’ ammessi alla serata finale, durante la quale verranno giudicati da Iginio e i suoi.

Saranno messe all’asta alcune giacche di famosi Maestri Pasticceri, per finanziare attività benefiche, e perché la bontà non sarà solo merito dei dolci.

In ordine alfabetico, ecco i Maestri che si sfideranno a colpi di panettoni e vini in abbinamento: Marco Antoniazzi, Francesco Borioli, Davide Comaschi, Salvatore De Riso, Giancarlo De Rosa, Denis Dianin, Salvatore Gabbiano, Pietro Macellaro, Pasquale Marigliano, Alfonso Pepe, Marco Rinella, Paolo Sacchetti, Vincenzo Tiri.

La giuria

La giuria sarà varia, articolata e vivace: mette insieme tecnica, creatività, comunicazione ed innovazione.

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Iginio Massari (il “Maestro dei Maestri”)

Achille Zoia (“padre” del panettone moderno)

Gino Fabbri (Presidente dell’Accademia dei Maestri Pasticcieri Italiani)

Francesco Boccia (Campione del Mondo di Pasticceria in carica)

Vittorio Santoro (Direttore della Cast Alimenti di Brescia)

Daniele Riccardi (Executive Chef dell’hotel Caracciolo Mgallery by Sofitel)

Pinella Orgiana (Foodblogger)

Leopolda Annalisa Cavaleri (Giornalista e critica enogastronomica)

Come si partecipa?

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L’evento è aperto al pubblico: per accedere, bisogna acquistare il biglietto collegandosi a questo link. L’acquisto del ticket dà il diritto alle degustazioni di tutti i Panettoni e dei vini presenti alla rassegna.

E’ previsto un limite massimo di circa 300 ticket.

Insomma, prendete nota: 18 Novembre, ore 19:30.

 

 

 

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

16 novembre 2016

commenti (8)

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  1. Il panettone non relegato a mero dolce stagionale? Forse a Milano. E forse neanche lì vista la quantità di panettoni scontatissimi già in mostra da tempo sugli scaffali dei supermercati. Un tempo venivano scontati solo dopo le feste. Adesso anche due mesi prima. Mi sembra la testimonianza più che chiara del tentativo artificioso e ovviamente fallito dell’industria dolciaria di imporre il panettone in ogni stagione.

    1. Come è normale che sia, sia perchè il “sapore” della tradizione è diverso e ci tengo a mantenerlo, e sia perchè sono in pochi quelli che si possono permettere di prendere certi panettoni artigianali tutto l’anno.
      Io negli ultimi anni ho sempre preso quello di Massari, buonissimo, ma ne prendo 1 o 2 e basta, finita lì.
      Altrimenti, a 35 euro a botta, hai voglia…

  2. Provate il panettone Coop fatto da Maina.
    2,99 euro.
    Come rapporto qualita’/prezzo secondo me e’ eccellente.

  3. Io prendo quello delle Tre Marie e mi trovo molto bene.
    Se voglio fare lo splendido prendo quello di Gattullo.

  4. scusate, ma non è che, da qui a Natale, parlerete sempre e soltanto del panettone di Massari vero?

    1. Perché mai fino a Natale?

      È sufficiente fino al “tutto esaurito” 🙂

  5. solo chi capisce cosa vuol dire assaporare, compra un panettone di qualita’

  6. Una voce fuori dal coro da tutti i detrattori del panettone: secondo me è un peccato che lo stesso sia relegato solo alle festività natalizie e, il più delle volte, snobbato e osteggiato anche durante le stesse.
    Credo sia una delle massime espressioni della pasticceria italiana e, a tal titolo, dovrebbe essere consumato ogni mese dell’anno e valorizzato anche fuori dai confini italici.
    Capisco che la sua esecuzione non sia alla portata di tutti (certo non è un pan di spagna o tiramisù replicabili, anche se non sempre in modo eccepibile, a livello casalingo) e per questo non amato a sufficienza come altre dolci ma una più profonda conoscenza e valorizzazione di questo fantastico prodotto (non a caso il re dei lievitati) dovrebbe essere presa in considerazione.
    Forse ci priviamo di babà, tiramisù, bignè, cannoli ecc.. durante tutto l’anno?
    Ovvio che se ci si basa su certi prodotti da scaffale, concepiti solo per far cassa durante le vacanze natalizie, con qualità e provenienza degli ingredienti per lo meno discutibile passa la voglia di ogni possibile elevazione gastronomica ma se si assaggia (si degusta come un buon vino d’annata) un buon panettone artigianale o, meglio ancora, si prova anche a farlo nelle proprie mura domestiche il discorso cambia dal giorno alla notte.

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