di Nunzia Clemente 6 Giugno 2016

Parma, piccola capitale di una ghiotta food valley che vale 8 miliardi di euro, con specialità note in tutto il mondo, sede di Efsa, agenzia europea per la sicurezza alimentare, e di Alma, scuola di cucina internazionale (rettore Gualtiero Marchesi), già prima città italiana dichiarata Patrimonio dell’Umanità per la sua gastronomia, lancia “l’università internazionale del food“.

Grazie al sostegno economico dei tre big industriali cittadini – Barilla (alimentare), Chiesi (farmaceutica) e Dallara (motori), con il supporto di CariParmala formazione gastronomica prende una forma concreta sul territorio con l’obiettivo di coagulare i laboratori tematici su cibo, turismo e cultura.

45 le aziende partecipanti e 150 le firme di adesione: l’obiettivo è creare un dipartimento Agroalimentare all’interno dell’ateneo parmense.

La partenza del progetto è programmata dal prossimo 13 giugno.

[Crediti | Link: IlSole24Ore]