di Manuela 24 Agosto 2020
parmigiano reggiano

Una buona performance del Parmigiano Reggiano che, nonostante l’epidemia da Coronavirus e la relativa crisi economica, segna un aumento sia delle vendite in Italia che dell’export nel corso del primo semestre 2020. A fornire i dati è un’analisi congiunta del Consorzio Parmigiano Reggiano e del Centro Ricerche Produzioni Animali (CRPA).

Per quanto riguarda l’Italia, è stata registrato un aumento delle vendite del +6,1% (si parla di 34.200 tonnellate contro le 32mila tonnellate del semestre precedente). Se andiamo a vedere l’export, invece, la crescita è di ben il +11,9%: da gennaio a giugno 2020 sono state esportate più di 27mila tonnellate di Parmigiano Reggiano all’estero. E questo nonostante i dati precedenti che indicano un aumento dei consumi, ma un crollo dei prezzi.

E’ anche cambiato l’areale di distribuzione dell’export. Nel primo semestre del 2020, il mercato in pole position è stato quello della Germania (19,6% del totale esportazioni). Al secondo posto si piazza la Francia con il 19,5% (finora era il primo mercato, Italia esclusa, si intende), mentre al terzo troviamo gli Stati Uniti con il 18,2%. Quarto posto per il Regno Unito con il 13,5% e quinto per il Canada con il 5%.

Parlando della sola Europa, la crescita registrata è del +12,5% con aumenti notevoli soprattutto in alcuni Paesi:

  • Paesi Bassi: +31,6%
  • Belgio: +31,3%
  • Germania: +16%
  • Regno Unito: +15,1%
  • Francia: +7,2%

Se ci spostiamo al di fuori dell’UE, invece, la crescita è del +11,9%:

  • Canada: +153,9%
  • Area del Golfo: +50,5%
  • Cina: +37,2%
  • Norvegia: +35,8%

Tuttavia ci sono alcuni Paesi in cui il trend è stato negativo, soprattutto a causa del disastro economico globale provocato dalla pandemia da Covid-19: in Grecia si è avuto il -14,6%, in Austria il -13,3%, in Australia il -25,8%, in Giappone il -3,2% e negli USA il -1,6%.

Un ultimo dato riguarda i formati preferiti all’estero: qui si consumano soprattutto porzionati (+14,7%) e grattugiati (+14,2%), mentre le forme intere hanno registrato un calo del 5,9%.