di Marco Locatelli 16 Novembre 2020

Indagini in corso per De Cecco, tra i più importanti pastifici italiani. Secondo gli inquirenti, l’azienda avrebbe spacciato grano francese per pugliese.

Tre i vertici aziendali fini sotto inchiesta con altrettanti avvisi di garanzia per frode in commercio: Filippo Antonio De Cecco, presidente del pastificio, il direttore degli acquisti Mario Aruffo e Vincenzo Villani, ex direttore controllo qualità.

Secondo i NAS, che hanno “scavato” nella posta elettronica del pastificio, la provenienza di diverse tonnellate di grano sarebbe stata falsificata facendola passare per pugliese. Mentre in realtà l’origine della materia prima importata sarebbe francese.

Ora anche Coldiretti chiede chiarezza, sottolineando come la De Cecco sia “il terzo produttore italiano di pasta e dalle cui scelte di acquisto dipende molto del lavoro di molte aziende agricole nazionali, ma anche di interi territori dove non ci sono vere alternative produttive al grano”.

L’obbligo di indicare la reale origine del grano impiegato nella pasta è scattato in Italia il 13 febbraio 2018, quasi 3 anni fa,  sotto la spinta della Coldiretti per garantire trasparenza sulle scelte di acquisto dei consumatori e sostenere i produttori italiani impegnati per garantire qualità e sicurezza alimentare.

Una aspettativa che va tutelata con adeguati controlli per garantire il rispetto delle norme in vigore. La produzione di grano duro nazionale per la pasta nel 2020 secondo l’Istat si colloca – riferisce la Coldiretti – a 3,76 milioni di tonnellate con le importazioni che rappresentano attorno al 25%, una percentuale in riduzione negli ultimi anni anche grazie all’obbligo di indicare l’origine del grano fortemente voluto dalla Coldiretti.