Il pasticciere diventato famoso per abbinare le scarpe ai suoi dolci

Diversamente da quel che potreste credere, Instagram non è fatto soltanto di persone che fotografano il loro cibo. Nel caso di Tal Spiegel, 34enne ex designer, poi chef pasticciere, nato a Tel Aviv ma residente a Parigi, è fatto di persone che fotografano il loro cibo insieme alle loro scarpe.

Nel suo profilo, Desserted in Paris, pubblica immagini di se stesso con in mano torte o dolci dai colori brillanti che corrispondono invariabilmente alle scarpe che indossa.

Scarpe oxford bianche e marroni spuntano sotto un eclair al cioccolato, un paio di mocassini giallo limone fa perfettamente il paio con una manciata di macaron. A Natale, una torta che riproduce il cappello di Santa Claus viene abbinata a delle Vans rosse e bianche.

La formula, semplice ma sorprendente, si è rivelata molto popolare. Spiegel, che ha studiato alla Ferrandi School of Culinary Arts, forse la più leggendaria accademia francese di pasticceria, e possiede una grande conoscenza dei dolci parigini, al momento ha oltre 125.000 follower, ognuno dei suoi post riceve decine di commenti.

Quando è arrivato a Parigi da Israele, il giovane pasticciere aveva soltanto 15 paia di scarpe, adesso sono all’incirca 200

Sull’onda del successo ha lasciato il suo lavoro a tempo pieno in un pasticceria parigina per scrivere un libro pubblicato da poco con il titolo di Pâtisseries de Paris. Comprende una guida alla migliore pasticcerie della città, oltre a una selezione dei suoi scatti più famosi.

blackcurrant

Blackcurrant religieuse

Bonbon emoji

Vonka

Torta K

Orélys

Torta di mele

Bisou-bisou

Cubo di Rubik

Pakora

Eclair pina colada

Saint-Honoré

Torta Blueberry

Torta Framboise

[Crediti | Link: The Guardian]

 

 

 

Anna Silveri

13 settembre 2017

commenti (11)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Bello, interessante ma la gamba pelosa me la dovrebbe coprire.

  2. Facebook, i dolci e le scarpe di un tipo sicuramente senza problemi monetari e poi un’articolo di dissapore su facebook, sui dolci e sulle scarpe del tipo (anche il pavimento è scelto con attenzione) eppoi l’articolista, che riconosce la firma delle scarpe e così mi prende una specie di sconforto infinito e senza speranza perchè mi rendo conto che, forse, mi manca qualcosa che mi faccia apprezzare ed appassionare a questa cosa.
    ‘sto tipo ha 125.000 followers…
    sono io deficiente?

  3. Il titolo è fuorviante, Tal Siegel non abbina le scarpe ai SUOI dolci, ma a quelli di pasticceri famosi, lui semplicemente seleziona le creazioni di altri pasticcieri e le abbina alle scarpe.
    Detto questo, io sono uno dei suoi follower, e al contrario di altri trovo l’idea molto carina, oltre a permettere agli appassionati di pasticceria di conoscere eccellenti creazioni di pasticceri a volte meno noti al grande pubblico.
    Se poi possiede 200 paia di scarpe, molte delle quali non indosserei mai, sono fatti suoi, ed in ogni caso fanno parte dell’idea e del personaggio.

    1. Lo abbiamo pensato anche noi ma il Guardian, fonte autorevole dell’articolo di Dissapore, parla di dolci “suoi”.

    2. Hai ragione, e la risposta di Massimo mi sembra molto ingenua. Leggendo una qualsiasi didascalia sotto le sue foto instagram si capisce che i dolci non sono creati da lui, ma soprattutto, se massimo si è basato, come è chiaro, su quell’his, allora avrebbe dovuto considerare allo stesso modo anche his shoes. Vorrà forse dire che anche le scarpe sono fabbricate da lui..? Inoltre “Come He has taken the concept on the road: in Jerusalem, he worked with Israeli designers and local pâtissiers.” Quindi…
      Sono allibita dalla poca cura che venga messa nello scrivere (o meglio tradurre, e male) gli articoli da un po’ di tempo a questa parte

    3. Allora è appurato, mi manca qualcosa…
      IO vedo delle immagini dove c’è un oggetto in primo piano che a prima vista parrebbe un dolce ma che talvolta pare di plastica e del quale posso apprezzare colori e forma ma che nulla mi dicono del dolce che un qualche gusto ce lo avrà, no? oppure li si sceglie per l’aspetto se poi sanno di cartone va bene lo stesso?
      Poi vedo le gambette ed al loro fondo un paio di scarpe, sempre diverse, sempre costose e sempre intonate al dolce plasticoso. Come se il loro proprietario volesse dirmi: “vedi quante belle scarpe ho? e come sono bravo ad accostarle al dolce che ho in mano?”
      E si sceglie pure il pavimento!
      A me di ‘sta cosa, non frega assolutamente nulla.
      Non riesco a comprendere, gastronomicamente, la relazione scarpe dolce.
      Che poi le foto esteticamente sono gradevoli.
      Si, lo so, sono gretto. 🙁

    4. No, mario73. Non sei gretto. Sei semplicemente una persona normale. E’ il mondo dei social, e le vaccate che ci propone di continuo, a essere imperfetto. Io, semplicemente, lo lascio alla gregge dei follower… Il mondo reale è un’altra cosa.

  4. Non sono suoi, a prescindere da cosa scrivono altri, basta solo VERIFICARE, su alcuni dolci ci sono dei loghi tipo il VONKA è il logo di Cristophe Michalak, la Torta K è della pasticceria Dalloyau.

    1. Esatto, come scrivevo anche io bastava verificare. E il fatto che il direttore si sia giustificato dicendo che il guardian dice così ed è una fonte autorevole quindi non si discute è scandaloso. Questo vuol dire che se non capisco l’inglese e prendo pera per mela per mia ignoranza non si può discutere perché la fonte è autorevole? No comment… sembra il giornalino della scuola!

    2. Discutiamo pure Luisa, ci mancherebbe, e correggiamo anche se è il caso

«
Privacy Policy