Pechino: centri commerciali vietano il servizio ai tavoli nei ristoranti per l’impennata dei casi di Covid

A Pechino risalgono i casi di Covid e i centri commerciali vietano nuovamente il servizio ai tavoli nei ristoranti. E non solo.

Pechino: centri commerciali vietano il servizio ai tavoli nei ristoranti per l’impennata dei casi di Covid

Si torna a Pechino perché qui stanno risalendo i casi di Covid e il numero di morti per Coronavirus (anche se neanche lontanamente paragonabili alle cifre di altri paesi). Per questo motivo i centri commerciali della città hanno nuovamente deciso di vietare il servizio ai tavoli nei ristoranti.

Pechino: nuove restrizioni per i ristoranti

Pechino

A Pechino durante il fine settimana tre persone sono morte a causa del Coronavirus. Rispetto a quanto accade da noi o in altri paesi, sembra una cifra ridicola, ma ricordate che siamo in Cina, dove vige la politica “0 Covid”, motivo per cui, essendo queste le prime tre vittime provocate dal Coronavirus nel corso degli ultimi sei mesi, ecco che è scattato nuovamente l’allarme.

Complici anche i 962 nuovi casi segnalati lunedì contro i 621 della domenica precedente, ecco che sono scattate nuovamente le restrizioni. Molti dei più grandi centri commerciali di Pechino, per esempio, domenica sono stati subito chiusi. Quelli che sono rimasti ancora aperti, invece, hanno o ridotto gli orari di apertura o nuovamente vietato il servizio ai tavoli nei ristoranti.

In diverse aree della città, i funzionari governativi hanno invitato i residenti a non uscire di casa, mentre gli studenti delle scuole di diversi distretti sono stati costretti di nuovo a frequentare le lezioni online. I funzionari hanno anche chiesto ai cittadini di evitare viaggi non indipensabili fra i diversi distretti, in modo da evitare che il virus si diffonda.

Il governo locale ha poi chiesto alle aziende del distretto di Chaoyang di rimettere i dipendenti in smart working, mentre alcuni parchi e palestre sono stati nuovamente chiusi.

Secondo quanto riferito da Xu Hejan, portavoce di Pechino, il numero di casi sta aumentando in maniera significativa. E parla di una grave situazione per quanto riguarda la prevenzione e il controllo dell’epidemia. Per questo motivo nel distretto centrale di Haizhu sono ripartiti gli screening di massa della popolazione (si parla di qualcosa come 1,8 milioni di abitanti), mentre il distrtto di Baiyun è in lockdown per cinque giorni.

E pensare che Pechino aveva cominciato ad allentare le restrizioni anti Coronavirus solo dall’11 novembre (inclusa la riduzione dei tempi della quarantena obbligatoria per chi arriva dall’estero). Seguendo l’esempio di Pechino, diverse città avevano cominciato ad annullare i test di massa, ma l’aumento dei nuovi casi e dei morti potrebbe invertire questa tendenza, scatenando nuove restrizioni e nuove proteste. In tutta la Cina, la National Health Commission ha segnalato la presenza di 26.824 casi di Covid, valore simile a quelli registrati ad aprile.