di Marco Locatelli 11 Aprile 2020

La chiusura del settore della ristorazione sta mettendo in ginocchio diverse produzioni agroalimentari di qualità, come il Peperone Igp di Senise, in Basilicata. A lanciare il grido d’allarme il Consorzio di Tutela, nella persona del presidente Enrico Fanelli, che in una lettera inviata a Regione Basilicata chiede misure forti per dare immediata liquidità alle aziende che producono il Peperone Igp di Senise. Il rischio è il collasso dell’intero settore che conta 12 aziende tra produttori e trasformatori.

Al momento – dalla prime stime del Consorzio – sono circa 200 i quintali il prodotto invenduto, con una perdita mensile per azienda tra i 20 e i 30 mila euro.

Ai microfoni dei colleghi de La Gazzetta del Mezzogiorno, l’assessore all’Agricoltura di Regione Basilicata, Francesco Fanelli, ha dichiarato che “la crisi del peperone, come tanti altri settori, soffre una forte riduzione del fatturato”,  tra le misure possibili “la trasformazione, che permetterebbe di commercializzare il prodotto anche successivamente”.

E sulla liquidità immediata “stiamo cercando di portare avanti azioni anche di confronto con il Ministero per sbloccare tutte le pratiche del Programma di sviluppo rurale, per velocizzare i pagamenti – sottolinea Fanelli – In questo mese abbiamo pagato oltre 6 milioni di euro per le misure del PSR; stiamo cercando di trovare tutte le soluzioni possibili. Compatibilmente col fatto che, purtroppo, ci troviamo di fronte ad una guerra, i cui danni richiedono una strategia nel breve e nel lungo periodo. […] Stiamo verificando la possibilità di reperire fondi all’interno del bilancio regionale per dare delle risposte veloci e poi sollecitiamo anche a livello nazionale interventi”.