Per una bravata i supermercati francesi stanno buttando via un sacco di cibo

Gli hacker hanno preso di mira i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati francesi, portando frigoriferi e congelatori fino a 50 °C.

Per una bravata i supermercati francesi stanno buttando via un sacco di cibo

To’, e così scopriamo che agli hacker piace prendere di mira i supermercati, e chi se ne importa se l’effetto collaterale delle loro azioni dimostrative. Perché alla fine se entri in un supermercato per fare la spesa e invece lo trasformi in una gigantesca sauna per alimenti, il problema è di tutti noi.

Ed è esattamente quello che è successo in Francia, dove un attacco informatico ha mandato in tilt i sistemi di refrigerazione di centinaia di punti vendita, costringendo le catene coinvolte a gettare enormi quantità di cibo.

I frighi in tilt

La notizia sembra surreale, ma ahinoi è vera: qualcuno è riuscito a intervenire da remoto sui sistemi che regolano la temperatura dei frigoriferi e dei congelatori dei supermercati, portandoli fino a 50 °C per circa sei ore. Una temperatura che, più che conservare una bistecca, rischia di trasformarla in un problema sanitario. E ambientale, visto che poi tutto il cibo contaminato è stato buttato nel cestino. E meno male, tra l’altro, che se ne sono accorti per tempo, se no le conseguenze avrebbero potuto essere anche peggiori.

Tra le catene colpite c’è soprattutto Intermarché, che ha segnalato inizialmente circa 150 punti vendita interessati dall’attacco hacker. Il gruppo Les Mousquetaires, proprietario dell’insegna, ha confermato che i sistemi di refrigerazione erano stati portati a temperature anomale e che tutti gli alimenti coinvolti sono stati eliminati per evitare rischi sanitari.

Non si tratta soltanto di qualche vaschetta di gelato diventata una zuppa al gusto stracciatella. Le immagini raccolte da Reuters mostrano dipendenti alle prese con carrelli pieni di prodotti scongelati, gettati in grandi cassonetti. Tra le merci da smaltire ci sono alimenti surgelati, carne e altri prodotti deperibili, con una quantità di cibo perduto che al momento non è stata quantificata con precisione, ma che ecco, in tempi in cui gli sprechi alimentari e la sostenibilità ambientale sono temi di fortissima attualità, dovrebbero interessare tutti quanti.

Intermarché non è stata l’unica vittima. Secondo le ricostruzioni pubblicate da Reuters ed Euronews, l’attacco ha interessato anche altre insegne francesi, tra cui Carrefour, Monoprix e Coopérative U. Le cifre iniziali parlavano di circa 80 punti vendita Carrefour coinvolti, quasi 100 negozi Coopérative U e una quota dei supermercati Monoprix. Le stime sono poi cambiate con il proseguire delle verifiche, mentre sono emerse segnalazioni di problemi anche in altri gruppi della distribuzione.

Insomma, non un singolo supermercato con il congelatore rotto, ma un problema su scala nazionale, dovuto a un attacco sulla reta informatica.

L’attacco hacker

Il meccanismo dell’attacco sembra avere sfruttato una vulnerabilità nei sistemi di gestione della refrigerazione prodotti dalla danese Danfoss. L’azienda ha dichiarato che le apparecchiature interessate utilizzavano firmware obsoleto o sistemi che avevano raggiunto la fine del ciclo di supporto, per i quali non erano più disponibili aggiornamenti di sicurezza. Danfoss ha inoltre ricordato di aver raccomandato ai clienti di aggiornare i dispositivi supportati e di migrare verso soluzioni più recenti.

La vicenda, quindi, non riguarda soltanto la sicurezza informatica dei computer aziendali o dei dati dei clienti. Dimostra che anche le apparecchiature apparentemente più lontane dal mondo digitale — come un impianto frigorifero — possono diventare un punto debole quando sono connesse alla rete.

La vicenda francese solleva anche una domanda scomoda per la grande distribuzione: quanto sono protette le infrastrutture che regolano le attività quotidiane dei negozi? I frigoriferi non sono certo la prima cosa a cui si pensa quando si parla di cybersicurezza, eppure basta alterarne il funzionamento per trasformare un normale reparto alimentare in una montagna di rifiuti.

Un danno da decine di milioni di euro

Il conto economico – oltre a quello ambientale – si annuncia pesante. Thierry Cotillard, amministratore delegato di Intermarché, ha parlato a BFM TV di perdite potenzialmente nell’ordine di decine di milioni di euro a livello nazionale in un solo giorno, secondo quanto riportato da Reuters.

Una cifra che rende l’idea della portata del problema, anche se non rappresenta una stima definitiva del valore degli alimenti buttati. Ai prodotti distrutti bisogna infatti aggiungere gli eventuali danni alle apparecchiature, i costi per ripristinare i sistemi, la gestione delle scorte e le conseguenze operative per i punti vendita.

E sì, non in ultimo, lo spreco di tantissimo cibo buttato. La procura di Parigi ha aperto un’indagine per individuare i responsabili e ricostruire l’entità dei danni. Basta che poi non si parli di “bravata”.

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