Il 2 febbraio scorso sono state acquistate da Trump un bel po’ di azioni della catena Kura Sushi USA per un valore compreso tra 1 e 5 milioni di dollari. Appena si è saputo, lo scorso 18 maggio, il titolo della società, quotata al Nasdaq, è salito di oltre il 6%.
Non è però detto che Donald Trump abbia seguito personalmente l’operazione, anzi. Secondo quanto riportato nei documenti finanziari, il patrimonio del presidente sarebbe gestito da società e consulenti indipendenti, senza un suo coinvolgimento diretto nelle decisioni di investimento: un meccanismo pensato per limitare potenziali conflitti di interesse legati al suo ruolo presidenziale. Tra l’altro questo è solo uno degli svariati investimenti che compie Trump ogni mese, ma la scelta ha attirato una certa attenzione da parte della stampa (negli Stati Uniti ne ha parlato Bloomberg), anche perché Kura Sushi è una catena di ristorazione fortemente legata alla cultura pop giapponese e al pubblico più giovane, dunque un po’ in contrasto con l’immagine dell’attuale presidente degli Stati Uniti.
Cos’è Kura Sushi e come sta andando

Nata in Giappone nel 1977, Kura Sushi è una catena specializzata nel kaiten sushi, il sushi servito in piattini su nastri trasportatori. Negli Stati Uniti è arrivata nel 2009 attraverso Kura Sushi USA, che oggi conta 88 punti vendita.
Il marchio è noto anche per le sue strategie promozionali. Tra le campagne più recenti ci sono quelle dedicate a Hello Kitty e al videogioco Kirby di Nintendo, con premi distribuiti dopo aver ordinato un numero congruo di piattini (15 o 20 secondo quanto riportato dalla stampa). Negli ultimi anni la catena ha costruito gran parte della propria popolarità proprio sui social, grazie ai video dei ristoranti automatizzati e alle collaborazioni con icone giapponesi.
Negli ultimi anni Kura Sushi USA ha accelerato la propria espansione negli Stati Uniti, aprendo nuovi locali soprattutto nelle grandi aree urbane. Sul piano economico, l’azienda sta vivendo una fase positiva: ad aprile ha comunicato risultati superiori alle attese degli analisti: le vendite nei punti vendita comparabili sono cresciute dell’8,6%, mentre il traffico clienti è aumentato del 4,3%. È il tipo di azienda che Wall Street considera una “growth story”, cioè un marchio ancora relativamente piccolo ma con margini di crescita elevati.
Perché quindi investire in una catena di sushi giapponese?
Kura Sushi è considerata da diversi analisti una delle realtà emergenti più interessanti del segmento di ristorazione “casua dining” americano. A differenza delle grandi catene tradizionali, il gruppo punta infatti su un modello molto riconoscibile: non solo sushi servito tramite nastri trasportatori, ma anche forte automazione dei locali, esperienza “gamificata” per i clienti e campagne promozionali costruite attorno alla cultura pop giapponese.
Anche il pubblico conta: giovani e famiglie con capacità di acquisto medio-basse sono tra i segmenti di elettorato a cui Trump sta puntando negli ultimi tempi. Per questo l’interesse attorno a un investimento in una catena come Kura Sushi USA ha attirato curiosità: il brand parla a un pubblico giovane, urbano, social e legato alla cultura pop asiatica — cioè segmenti che negli ultimi anni i Repubblicani hanno cercato di raggiungere più attivamente, soprattutto online.
Ovviamente non esistono prove che questo sia stato un investimento a fini politici, anzi probabilmente non lo è stato. Ma il fatto che la notizia dell’investimento sia trapelata sulla stampa potrebbe anche essere il segno di una piccola manovra volta ad attrarre un certo pubblico verso il presidente.