C’è la Nutella nel mirino della Commissione Europea che, come ha confermato la stessa Ferrero – sta conducendo un’indagine negli uffici della multinazionale di Alba, la cui sede centrale si trova in Lussemburgo. “L’azienda sta collaborando pienamente e fornendo le informazioni richieste”, ha dichiarato la società in un comunicato stampa in risposta a una richiesta di Reuters.
La notizia segue quella di un paio di giorni fa in cui la Commissione europea dichiarato di aver effettuato una perquisizione presso la sede di un’azienda dolciaria produttrice di cioccolato, di cui non era stato rivelato il nome. Alla fine, non era un’azienda dolciaria qualunque, ma l’azienda dolciaria più famosa al mondo, quella che produce la Nutella.
Perché la Commissione Europa indaga su Ferrero?

La motivazione delle indagini della Commissione europea è una sospetta violazione delle norme antitrust che vietano i cartelli e le pratiche anticoncorrenziali. “La Commissione sta indagando su possibili segmentazioni del mercato sotto forma di restrizioni al commercio di merci tra gli Stati membri del mercato unico e ostacoli agli acquisti multicountry”, si leggeva nella dichiarazione rilasciata il 13 aprile, in cui Ferrero e Nutella non venivano ancora esplicitamente nominati.
Le ispezioni a sorpresa rappresentano il primo passo della Commissione per indagare su presunte pratiche anticoncorrenziali ma, ovviamente, non significano che queste si siano effettivamente verificate, come ha voluto specificare anche la Commissione Europea.
L’ipotesi – commentata ad esempio dall’associazione dei rivenditori Eurocommerce ma prima che si scoprisse che l’azienda in questione fosse Ferrero- è che si possano attuare da parte dei grandi marchi pratiche anticoncorrenziali, come il mantenimento di differenze di prezzo tra i paesi membri dell’UE e la difficoltà per i supermercati di acquistare un prodotto di marca all’ingrosso e rivenderlo in tutto il blocco: pratiche definite “vincoli territoriali di fornitura”.
Ma, appunto, al momento si tratta solo di indagini e perquisizioni preliminari per verificare lo stato della situazione.
Il precedente
Nel 2024, la Commissione europea aveva multato Mondelez, multinazionale americana e principale concorrente di Ferrero a livello internazionale per pratiche anticoncorrenziali. L’accusa, allora, era per Mondelez quella di aver abusato della sua posizione dominante sul mercato della vendita di determinate tipologie di barrette di cioccolato in diversi paesi. Dopo un’indagine durata tre anni, durante la quale Mondelēz ha collaborato attivamente, l’azienda aveva raggiunto un accordo transattivo, ed era stata sanzionata per 337,5 milioni di euro per aver ostacolato il commercio transfrontaliero di cioccolato, biscotti e caffè tra gli Stati membri, in violazione delle norme UE in materia di concorrenza.
Giusto ieri, Mondelez si era affrettata a dichiarare – contemporaneamente a Nestlè – di non essere lei l’obiettivo delle perquisizioni antitrust annunciate dalla Commissione europea. Poche ore dopo, Bloomberg ha riportato che l’obiettivo delle indagini era Ferrero.