Torniamo a parlare del settore della pesca perché finalmente in Senato è stata approvata la legge SalvaMare. Questo vuol dire che i pescatori adesso (ma non solo, anche i cittadini e le associazioni ambientaliste) potranno raccogliere i rifiuti nei mari, nei fiumi e nei laghi e portarli poi a riva per smaltirli, senza rischio di compiere un reato ed essere multati per un gesto di civiltà che, invece, dovrebbe essere encomiato.
Marco Dadamo, biologo marino e membro di Slow Fish, tramite questa legge i pescatori potranno svolgere il loro difficile lavoro senza correre il rischio di essere soffocati da costi e burocrazia. Infatti la legge SalvaMare prevede che possano conferire senza nessun problema normativo i rifiuti che vengono accidentalmente pescati in mare, contribuendo in tal modo alla tutela dell’ecosistema marino.
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Da anni, in realtà, da più parti si chiedeva un legge del genere, ma solo oggi è stata approvata. Fra l’altro esiste una specifica direttiva UE, la 2018/851, che chiede di agevolare gli strumenti atti a bloccare la dispersione dei rifiuti nel mare. Il tutto rientra anche negli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile che mira anche a ridurre in maniera decisiva l’inquinamento marino entro il 2025.
Sempre per rimanere in tema di inquinamento delle acque, l’anno scorso a Roma i pescherecchi di Fiumicino erano stati nuovamente autorizzati a raccogliere le plastiche in mare grazie al progetto Fishing for Litter.