Pesca, scatta lo sciopero nazionale di una settimana

Nella giornata di oggi è scattato lo sciopero nazionale del settore della pesca: si tratta di una protesta autonoma per i prezzi del gasolio.

Pesca, scatta lo sciopero nazionale di una settimana

Il caro gasolio ha reso insostenibile la pesca: questo quanto rivendicano i pescherecci delle Marche che, nella mattinata di oggi lunedì 7 marzo 2022, hanno deciso di restare ancorati in banchina aderendo a un’iniziativa autonoma delle marinerie italiane di sciopero generale, dalla durata complessiva di una settimana.

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Il tutto, a onor del vero, ha già avuto inizio nella giornata di ieri, quando durante una riunione a Civitanova Marche (Macerata) sono state tracciate le linee della protesta autonoma, e non decisa o originata dalle associazioni. Si stima che alla riunione fossero presenti rappresentanti per l’80% delle marinerie, e Federpesca sta tuttora mettendo a punto una mappatura per comprendere appieno i numeri dell’adesione. La prossima tappa dei pescatori? Roma, dove nella mattinata di mercoledì 9 marzo manifesteranno per far prevalere le proprie ragioni. Nel frattempo, è già stato chiesto un incontro al Ministero per le Politiche agricole e forestali, Pesca e Acquacultura (Mipaaf).

E non finisce qui: nella mattinata di giovedì è previsto un incontro al ministero tra le associazioni di settore e il sottosegretario Mipaaf Francesco Battistoni che ha la delega alla Pesca, per cercare soluzioni a questa problematica. “In maniera spontanea molte marinerie d’Italia hanno deciso di fermarsi perché l’aumento dei costi del gasolio è diventato insostenibile” spiega a tal proposito Francesca Biondo, direttrice generale di Federpesca.