Pesce, il caro vita fa crollare i consumi degli over 65 del 15%

Gli over 65 consumano in media 30 chili l'anno di pesce: una passione che sarà messa a dura prova dal caro vita.

mercato pesce

Anche la passione degli over 65 per i prodotti ittici soffre a causa di quel complesso ma impietoso fenomeno che ci piace riassumere con “caro vita”: secondo un’analisi redatta da Fedagripesca-Confcooperative, infatti, i più anzianotti sono soliti consumare 30 chilogrammi all’anno di pesce (contro gli appena 15 degli under 30), ma l’aumento dei costi del carrello della spesa potrebbe determinare una riduzione compresa tra il 10 e il 15%. Interessante notare, per di più, che secondo le stime redatte da Fedagripesca-Confcooperative la media di consumo nelle famiglie del nostro caro vecchio Stivale è di circa 21 chili – un dato che ha saputo resistere alle forti incertezze del periodo pandemico ma che, al cospetto della crisi attuale, potrebbe infine subire un calo.

Carrello spesa

La linea d’azione individuata da Fedagripesca-Confcooperative per sopperire al calo di consumi è quella di trovare quanto prima contromisure finalizzare a scongiurare il rischio “di una diminuzione della qualità e della quantità dei consumi di pesce” soprattutto nel contesto della popolazione più matura, vista – come spiega il vicepresidente Paolo Tiozzo – “l’importanza che hanno le proteine ittiche in una corretta alimentazione e nella prevenzione di molte patologie”. Tra le specie più salutari, l’associazione segnala le proprietà del pesce azzurro come sgombri, alici e sardine, i cui grassi polinsaturi contribuiscono a proteggere l’organismo dall’eccesso di colesterolo nel sangue, come arteriosclerosi, Alzheimer e infarto.