Peste suina africana, la Liguria è pronta alla seconda fase: nuove barriere e abbattimento dei cinghiali

La Regione Liguria è pronta a entrare nella seconda fase delle misure di contrasto al focolaio di peste suina africana.

cinghiale

La Liguria è finalmente pronta a entrare la seconda fase delle misure di contenimento del focolaio di peste suina africana individuato, ormai un paio di mesi fa, nei boschi lungo il confine con il Piemonte. Misure che, stando a quanto dichiarato dai funzionari della Regione, consisteranno nella realizzazione di una seconda barriera artificiale di contenimento presso le autostrade A26 e A27, con priorità alle aree a ovest della arterie stradali, e nel depopolamento dei cinghiali locali.

maiali

Queste azioni andranno a limitare l’urbanizzazione degli animali in modo da rafforzare la biosicurezza dell’area. “A tutto il personale autorizzato verranno impartite le indispensabili nozioni di biosicurezza dal Servizio veterinario territoriale in collaborazione con l’Autorità Sanitaria regionale, previa richiesta degli Istituti Faunistici ricompresi nelle aree di restrizioni” ha commentato il vice presidente della Regione Liguria con delega all’Agricoltura Alessandro Piana. “Al necessario depopolamento si continuerà ad affiancare la ricerca attiva delle carcasse con campionamento e registrazione dei dati a cadenza settimanale nell’area infetta, dando priorità alle zone più esterne o dove non sono stati ancora segnalati capi positivi alla peste suina. Il monitoraggio permane anche nell’area cuscinetto con cadenza bisettimanale. D’intesa con il commissario Ferrari stiamo perseguendo tutte le azioni scientificamente utili per il contenimento e l’eradicazione del virus, consentendo così il graduale ritorno alla normalità”.